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Al gruppo di amici dell’Uganda e della missione
Ciao a tutti! Qualche giorno fa ha chiamato in associazione Michele, uno dei partecipanti al viaggio in Uganda dello scorso aprile per il 50esimo di sacerdozio di Padre John.
Ha scritto una lettera per gli amici che erano con lui in Uganda, chiedendomi di pubblicarla sul blog. Vorrebbe infatti far arrivare le sue parole a tutti i suoi compagni di avventura, ma anche trasmettere la sua testimonianza a tutti voi e agli altri volontari, amici e sostenitori di Italia Uganda, raccontando cosa significa fare un viaggio in Uganda. Cosa significa vivere in mezzo alla “grande famiglia” che è la missione di Padre John, scoprire giorno dopo giorno chi sono le persone che aiutiamo, conoscere i bambini sostenuti, le loro storie, i loro sogni. Capire, dopo alcuni giorni trascorsi con loro, quali sono le cose davvero importanti della vita.
Qui sotto trovate la lettera di Michele, scritta di getto il giorno stesso in cui sono tornati da Kampala. E’ lunga ma non fatevi spaventare … vedrete che la leggerete tutta d’un fiato … e vale la pena arrivare fino in fondo!
Burago di Molgora, 23/04/2012
Cari amici tutti,
vi devo rimproverare per avermi svegliato stamattina molto presto, non avendomi fatto recuperare la faticaccia del rocambolesco viaggio. Certo, siete stati voi a svegliarmi perché siete entrati improvvisamente nella mia mente e neanche tre gocce di sonnifero sono servite per farmi rientrare nel mondo di Morfeo. E’ curioso il modo in cui mi siete comparsi perché vi ho recepito come un’unica entità, me compreso, come se fossimo legati da un qualcosa che ci accomuna e che ci unisce. Nello stesso momento mi scorrevano nella mente le immagini di ognuno di noi, così diversi l’uno dall’altro, con i nostri pregi e i nostri difetti e osservavo come i difetti, che spesso non vengono sopportati, stando insieme venivano invece reciprocamente accettati e neutralizzati dalle qualità, creando un’atmosfera di simpatia e di cameratismo, come se un sottile filo di concordia ci attraversasse e ci avvolgesse.
Questo filo è sicuramente la fantastica esperienza vissuta insieme in questi dieci giorni in Uganda, un’esperienza umana unica, al di là di ogni aspettativa, che sicuramente ha segnato profondamente tutti noi del gruppo, un’esperienza che ci ha uniti non soltanto come amici ma anche come fratelli, figli di un unico padre, padre John, che sicuramente ci ha accolto come suoi figli come ha fatto con tante persone di quella affascinante terra dell’Uganda. Attraverso di lui abbiamo trovato anche questi altri fratelli, attraverso i quali ci sentiamo ancora più uniti.
Le esperienze e le sensazioni che abbiamo vissuto insieme in quei giorni sono state talmente tante e intense che non basterebbe un libro per descriverle.
Non dimenticherò mai tutti quei bambini così belli e radiosi, le loro espressioni, la dignità e la spontaneità della gente. Non dimenticherò mai quelle strade sterrate piene di buche, a volte di piccole voragini e quei negozietti fatiscenti sui bordi delle strade, in cui spesso vivevano anche, fatti di lamiere e pezzi legno, con merce di ogni tipo. Non dimenticherò mai i piccoli villaggi di capanne del nord, la povertà della gente, gli sguardi smarriti e rassegnati di alcuni bambini. Non dimenticherò mai l’accoglienza che quella povera gente ha fatto ad Awach a padre John, la loro commozione e l’amore reciproco che traspariva nel ritrovarsi. Non dimenticherò mai il rosario e la messa della sera nella missione di Luzira, soprattutto l’ultima, e la sublime e soave voce delle ragazze ugandesi del coro. Non dimenticherò mai tutte le operose donne della missione, così serene nell’affrontare il loro lavoro. Non dimenticherò mai il mio incontro di sabato sera con padre John e l’averlo potuto stringere e abbracciare prima di partire.
Non potrò mai dimenticare i quattro simpatici amici e fratelli che ci hanno assistito (e sopportato) in questi dieci giorni. Fabio, Cinzia, Marco, Stefania grazie, grazie, grazie per quello che avete fatto e che state facendo per i nostri fratelli dell’Uganda. Avete dato tanto e state dando tanto, affrontando sacrifici, mettendo a disposizione la vostra esperienza, le vostre qualità, il vostro tempo. Vi prego, tenete duro, è troppo importante quello che state facendo.
Un grazie particolare a Fabio, che con le sue capacità e il suo know how ha saputo dare un impulso vitale all’organizzazione, permettendo di trovare maggiori risorse per incrementare il numero e la qualità delle opere al servizio della gente e soprattutto dei giovani diseredati dell’Uganda. Sono sicuro che padre John non poteva trovare persona più adatta da avere al suo fianco per consolidare e sviluppare quanto ha fatto.
Grazie a Edilio, così utile a padre John, così presente e utile in tante mansioni e situazioni. Un vero pilastro della missione.
Grazie a tutte le persone che aiutano Padre John a far andare avanti la sua missione e i suoi progetti.
Grazie a Padre John per tutto quello che ha fatto e sta facendo, che ha veramente dell’incredibile. Grazie a lui per averci contagiato con il suo grande amore. Lunga vita a Padre John.
Quindi, cari amici e fratelli, considerando la gioia che mi avete procurato con queste sensazioni ripensando ai dieci meravigliosi giorni passati in Uganda, vi posso perdonare per avermi svegliato all’alba e non avermi permesso di recuperare il sonno accumulato nel viaggio di ritorno.
Vi abbraccio tutti
Vostro Michele
Tag:bambini, Kampala, missione, padre John, Uganda, volontari | Posted under Carpe diem | Nessun commento
Sabato sera a Mozzate si combatte per la solidarietà!
Oggi vi scrivo per parlarvi di un evento un po’ “speciale”: il 12 maggio presso la Palestra della scuola Castiglioni di Mozzate (CO), si terrà uno show organizzato dalla Federazione Italiana di Wrestling il cui ricavato andrà interamente alla nostra Associazione.
La Federazione Italiana Wrestling, fin dalla sua nascita è sempre stata molto attenta a trasmettere, oltre alla passione per uno sport sempre più diffuso in Italia, anche l’idea dello stretto legame che esiste tra sport e solidarietà. Per questo ha scelto di dedicare ad Italia Uganda lo spettacolo di sabato e di destinare la totalità del ricavato dalla vendita dei biglietti alla nostra Associazione. Come direbbe Padre John … “Le strade della Provvidenza sono infinite” … e a volte anche imprevedibili!
Vi invitiamo tutti a partecipare: l’incontro inizierà alle 21.00 e saranno presenti, oltre a numerosi campioni di wrestling nazionali e internazionali, anche i volontari di Italia Uganda, che riconoscerete per le inconfondibili magliette rosse con il nostro logo, e che allestiranno un banchetto con oggetti di artigianato ugandese e un’area-rinfresco con snack e bibite.
Sarà un evento emozionante, uno spettacolo unico … adatto ai bambini, che sono da sempre i più grandi “fan” dei campioni del wrestling, ma divertente anche per i genitori. A questo link trovate tutte le informazioni su chi si sfiderà sul ring e su come raggiungere il palazzetto: http://www.icwwrestling.it/shows/prossimi-show/
Cosa ne dite? Vale la pena di comprare qualche biglietto, sostenere Italia Uganda e insieme trascorrere un sabato sera sicuramente diverso dal solito? Cosa aspettate, scriveteci a info@italiauganda.it oppure chiamateci allo 0382 467742 e vi riserveremo un posto in prima fila!
Se poi voleste fare di più, e darci una mano a gestire il banchetto o la zona bar, fateci sapere … più magliette rosse di Italia Uganda siamo meglio è!
E … un grazie di cuore va alla Federazione Italiana Wrestling, che con la sua generosità ci permetterà di aiutare sempre più bimbi ugandesi in difficoltà!
Tag:bambini, beneficenza, padre John, solidarietà, Uganda, volontari | Posted under Carpe diem | Nessun commento
Gulu – Awach, 16 e 17 aprile 2012 – I ricordi, le promesse
Ciao a tutti! Eccoci alla seconda (e ultima) puntata del bellissimo diario che Stefania, la nostra “grande” volontaria che ha accompagnato in Uganda i viaggiatori per il 50esimo di Padre John, ha tenuto durante quei giorni così belli e intensi. Questa pagina è dedicata ai due giorni trascorsi al Nord, tra Gulu e Awach:
Una strada, in realtà la strada, l’unica che attraversa l’Uganda e che abbiamo percorso per raggiungere Gulu. La città che ci ha accolti un lunedì pomeriggio di pioggia mostrandoci la sua cattedrale che conserva memoria di crudeltà e violenza, accanto al cimitero dove riposano i fratelli comboniani di Padre John.
Siamo stati ospitati in tre strutture, il centro comboniano di Lahibi da Padre Larem, il Cosmo Hotel e il centro delle suore comboniane.
L’oscurità della sera e il buio della notte hanno chiuso una giornata lunga, a tratti faticosa, sempre densa di emozioni spesso difficili da comunicare. La memoria di un tempo passato che, osservando i villaggi di capanne sulla via per Awach, non sembra passato, prepotentemente ci assale.
Qui lo aspettavano. Padre John nei villaggi è accolto come un padre che ritorna dopo una lunga assenza e ritrova tutti i suoi figli, ritrova la sua famiglia e la sua gente. Lacrime silenziose scivolano sulla terra rossa e cruda, è lui che abbraccia chi ha amato e chi lo ama racchiudendo in un abbraccio la gioia del ritrovarsi e il dolore della povertà e della sofferenza.
Awach è stata la sua prima casa e un po’ lo è ancora, il villaggio è in festa, la Messa affollatissima rende omaggio al padre ritrovato. Offrono ciò che possiedono per celebrare ciò che è e ciò che è stato. E si intravede il futuro, quel domani che per i piccoli significherà la possibilità, grazie all’intervento di Italia Uganda, di frequentare l’asilo e quindi di poter imparare la lingua inglese, avere un pasto garantito e poter fare i primi passi sulla strada dell’educazione e della formazione.
Un altro capitolo indimenticabile del viaggio, un’altra pagina che rivela un po’ di come eravamo e di come siamo diventati. Oggi Marco mi ha detto che vorrebbe poter portare con sé tutti questi figli che, in qualche modo, pensiamo anche un po’ nostri perché sono accanto a noi nei nostri pensieri. E mi sono chiesta ancora una volta, davanti alla bimba che timidamente mi ha scelta come “amica” avvicinandosi silenziosamente e appoggiando la sua mano sulla mia,“come farò a raccontare tutto questo a chi non c’è, come farò a dire quanto è profondo il senso di queste ore?”.
Io direi a Stefania di non preoccuparsi … che è riuscita a raccontarlo benissimo!! Non credete anche voi?? ![]()
Tag:Gulu, padre John, Uganda, viaggio, volontari | Posted under Carpe diem | 2 commenti
Ugandabout – aprile 2012
Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nell’aprile 2012. Clicca qui per leggere le notizie del mese
Tag:diarrhoea, Joseph Kony, LRA, Makerere University, Mbabazi, Uganda, uganda airlines, Visible Uganda | Posted under UgandAbout | Nessun commento
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