Why not ? – Stagioni
Last Updated on giovedì, 18 novembre 2010 06:53 Written by Serena Ragni lunedì, 15 novembre 2010 07:57
Apparentemente qui non ci sono stagioni, almeno per come le intendiamo in Italia, e il tempo ha una cadenza che spesso mi confonde.
Quasi sempre nel tentativo di datare un ricordo penso a come ero vestita, se faceva freddo o caldo, se gli alberi avevano le foglie e se guardando fuori dalla finestra del mio studio vedevo la neve o il verde brillante dell’erba.
Qui è tutto diverso: tra le 6,15 e le 6,30 del mattino d’improvviso la luce e tra le 6,30 e le 7,00 di sera d’improvviso il buio.
Apparentemente qui non ci sono stagioni, e il tempo è sempre lo stesso per i dodici mesi dell’anno. Solo apparentemente, perché qui si vivono tutte le stagioni dall’autunno all’estate, passando per l’inverno e la primavera, e spesso tutte insieme nell’arco della stessa giornata e in ordine sparso.
Capita di svegliarsi la mattina avvolti in una nebbia quasi pavese, per poi ritrovarsi dopo qualche ora sotto un sole abbagliante e magari a metà giornata una pioggia scrosciante ti coglie per strada per poi scomparire rapidamente e lasciare il posto a pozze d’acqua che sembrano piccoli laghi artificiali. Mentre quando la siccità imperversa , il vento e la terra rossa colorano gli alberi come d’autunno.
Ma non sono solo gli eventi naturali a dar ritmo al tempo, per lo più sono le sensazioni, la gente, gli occhi, i passi, le mani, una quotidianità sempre diversa nel suo essere uguale.
Basta fare silenzio dentro di sé e ascoltare.
L’inverno ha il sapore della sconfitta di una mamma abbandonata con i suoi figli sotto un tetto improvvisato, e la consistenza delle pietre che a grande fatica si spaccano sotto un sole cocente che sa poco d’inverno ma ti riporta alla rudezza di quella stagione, e la pesantezza dell’acqua per braccia troppo esili.
L’autunno inonda di pioggia le non strade e le non case e il cielo è ancora cupo sebbene c’è chi già pensa a ricostruire e lo sguardo fiero di una donna sembra preannunciare quella primavera che leggo nelle mani segnate di chi alla scuola prepara e distribuisce il cibo e in quelle giovani e fresche di chi si prepara ai riceverlo.
Infine l’estate con il suo sole più bello…nei gesti e nell’allegra vitalità dei nostri bambini in partenza per la scuola con la gioia e la speranza di chi ha voglia di crescere.
serena
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