domenica 20 maggio 2012

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Tempo di inaugurazioni

La vecchia "Kabul"

Per raccontarvi le foto di oggi, devo partire un po’ da lontano.

Era infatti il 2004 quando abbiamo acquistato il vecchio edificio che vedete nell’immagine qui a fianco, per dare una casa ai tanti bambini e ragazzi orfani che fino a quel momento avevano vissuto nella missione di Padre John a Luzira. La casa all’inizio era davvero fatiscente: mancavano perfino i bagni e l’elettricità. I ragazzi ospitati l’avevano soprannominata “Kabul”, tanto era malandata! Doveva essere una soluzione provvisoria, ma purtroppo mancavano i fondi per la ristrutturazione. I mesi sono diventati anni, ed i ragazzi che ci vivevano, dai 7-8 iniziali, sono diventati più di 40.

Ecco il sorriso del piccolo ugandese

Poi nel 2006 è intervenuta la Provvidenza, come la chiamerebbe Padre John, sotto forma di Tommaso e Federico, un regista e un cameraman che, nel girare uno spot per la nostra Associazione, hanno voluto trasmettere un messaggio il più possibile positivo, incentrando la campagna su dei bimbi che ridevano. Il suo slogan era: “E’ possibile far tornare il sorriso ai bambini dell’Uganda … e puoi provarci anche tu!”.
La pubblicità è stata trasmessa nel 2008 da TV e giornali in tutta Italia ed ha raggiunto milioni di persone; tra queste, la signora Felicia, una signora di Roma che pochi mesi prima aveva perso il figlio. Dopo settimane di pianti ininterrotti, guardando la foto del piccolo ugandese con il suo grande sorriso sdentato, finalmente anche la signora Felicia ha smesso di piangere e ha sorriso. Poi ha chiamato la nostra Associazione: la pubblicità l’aveva molto colpita, voleva aiutarci, facendo qualcosa di speciale in memoria del figlio e del marito, scomparso alcuni anni prima. Padre John e Fabio le hanno proposto di aiutarci a ristrutturare proprio la Casa per gli orfani, la vecchia “Kabul”.
La signora Felicia ha accettato con entusiasmo e i lavori sono partiti. I ragazzi orfani da accogliere però erano sempre più numerosi, così Padre John ha pensato di aggiungere due piani all’edificio progettato inizialmente: in questo modo avremmo potuto ospitare fino a 180 ragazzi! Avevamo bisogno di altri fondi: abbiamo lanciato un appello a tutti i nostri sostenitori perchè ci aiutassero a realizzare una casa ancora più grande e più bella! Nella foto qui sotto potete vedere i risultati della loro scelta di solidarietà.

E questa è St. Stephen and Leonard House!

La nuova Casa è stata inaugurata domenica: c’era tanta gente, tra cui il nipote della signora Felicia (che, data l’età, non se l’è sentita di affrontare il lungo viaggio fino a Kampala) … ma soprattutto decine di ragazzi felici.
Sono coloro che da domenica vivono nella nuova casa ristrutturata: ragazzi orfani, soli, in difficoltà. Alcuni di loro hanno subito violenze in passato. Altri sono ex bambini soldato. Tutti loro, adesso, hanno un luogo sicuro, una bella casa in cui vivere. E anche loro sono tornati a sorridere.

Ah dimenticavo: da domenica la casa si chiama “St. Stephen and Leonard House”, in ricordo del figlio e del marito della signora Felicia. In effetti, chi avrebbe più il coraggio di chiamarla “Kabul”??


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