Giovedì 4 agosto: ritorno a casa
Last Updated on giovedì, 1 settembre 2011 09:57 Written by Greta Granzini giovedì, 1 settembre 2011 09:57
Anche stanotte dormo poco, non so se sono agitata perchè ho voglia di partire o perchè non vorrei farlo. E’ l’ultimo giorno e vorrei avere avuto più tempo: per parlare di più con Padre John, per far vedere più cose ai volontari, per conoscere meglio i miei colleghi ugandesi. Spero ci sia presto un’altra opportunità per rimediare a tutte queste mancanze.
La giornata è grigia e piovigginosa, un po’ come i miei pensieri. Il programma della mattinata prevede un giro a Kampala per l’ultimo shopping, mentre nel pomeriggio dovremo sistemare altre cose: acquistare i maglioni della scuola superiore (i miei compagni di viaggio se ne sono innamorati e hanno deciso che devono averne uno), finire di pianificare la permanenza dei tre (fortunati!) che rimarranno qui ancora qualche giorno, richiedere ad Angela altre bamboline per i nostri banchetti, cambiare gli scellini rimasti in Euro …
Durante lo shopping ci coglie un temporale improvviso, almeno nella sua violenza. Ci rintaniamo ciascuno in qualche negozio, aspettando che smetta. Nel tornare alla missione rimaniamo completamente imbottigliati nel traffico: per un’intera ora non riusciamo a muoverci di un metro. Arriviamo a Luzira all’una e mezza, giusto in tempo per il pranzo.
Poi si tratta di fare le valigie, finire di scambiarci le foto, scendere alla scuola per i maglioni. All’inizio Nelson, il responsabile della contabilità, non capisce perché gli stiamo chiedendo le divise della scuola, ma alla fine si rivelerà gentilissimo e sarà proprio lui a portarci il maglione mancante direttamente in missione, poco prima di cena. Mi lascia anche il suo biglietto da visita, dicendo di chiamarlo per qualsiasi altra necessità.
Tornata in missione trovo Molly che mi aspetta; ha un regalo per me e Simona, mia collega e amica in Italia: un casco di banane per ciascuna, con un profumo da far girare la testa. Peccato che non vedrò Simona fino a settembre, e che comunque siano troppo mature per essere messe in valigia, a meno di non voler fare una marmellata mista con i vestiti!! Le lascerò a Okello per i suoi bimbi … eh sì devo ammetterlo, ho un debole per il piccolo Giovanni!!
Trovandomi già negli uffici, approfitto del fatto che Padre John sia solo per andare a parlargli un po’: come al solito è oberato di cose da fare, di pensieri importanti, di dubbi su come risolvere mille difficoltà. Però trova il tempo per me … e anche per raccontare qualche barzelletta a me e a Ronald, che ci aiuta ad alleggerire la tensione della partenza. E’ davvero unico!!
Dopo il rosario Padre John fa un discorso prima ai ragazzi della missione in inglese (dice che domani partiremo, ci ringrazia per quello che abbiamo fatto e che spera continueremo a fare per aiutarli) e poi a noi in italiano. Ci spiega perchè il momento del rosario è così importante per lui e per tutti i ragazzi presenti, un’opportunità di condivisione, di fare qualcosa di buono insieme, di capire che non tutto è dovuto. Sa che alcuni di noi non sono credenti ma riesce comunque a parlare ai nostri cuori.
Io devo ancora finire la valigia, la cena termina alle 22 e meno di un’ora dopo dovremmo partire … ma ancora mi dilungo a parlare con le ragazze, con i miei compagni di viaggio, con Padre John. La richiudo al volo mentre Okello ha già caricato gli altri bagagli e inizia a scalpitare in cortile. Odio gli addii, e soprattutto mi commuovono sempre. Stasera però riesco a non piangere mentre saluto e abbraccio ad una ad una tutte le persone che hanno reso queste due settimane così speciali, perchè in cuor mio so che non è un addio, ma solo un arrivederci. Spero a presto.
Tag:Kampala, padre John, Uganda, viaggio, volontari
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