Archive for the ‘Why not?’ Category
Why not ? – S. Natale 2010
Last Updated on giovedì, 23 dicembre 2010 08:53 Written by Serena Ragni giovedì, 23 dicembre 2010 08:53
Dopo la cancellazione del volo di lunedì scorso, pare che sia arrivato il momento di riprendere il viaggio.
Il mio augurio dal profondo del cuore, che il Nuovo Anno possa essere l’occasione per continuare il nostro cammino con slancio rinnovato e con passo sicuro.
Tag:auguri, Natale, viaggio | Posted under Why not? | 3 commenti
Why not ? – Ultima sera
Last Updated on domenica, 19 dicembre 2010 01:24 Written by Serena Ragni domenica, 19 dicembre 2010 01:24
E’ da poco passata la mezzanotte, tra circa ventiquattro ore l’aereo della British mi riporterà in Italia.
Siamo stati a parlare nel cortile di casa dopo cena, con Padre John, Ettore, Angela, Angelo, Andrea e Silvia, mentre Padre Larem sta riposando nella sua camera.
Saluto Okello, che domani raggiungerà Jennifer e i suoi bambini al villaggio: uno sguardo dritto nei nostri occhi lucidi, un forte abbraccio e poi le sue parole quasi sussurrate: “Come back”.
E’ stata una giornata ricca di forti emozioni. Fino a ieri abbiamo cercato di evitare tutti l’argomento partenza, lavorando e vivendo insieme come se questo giorno non dovesse mai arrivare.
Ma il momento di fare le valigie è adesso.
Lentamente e faticosamente ci si avvicina per i primi saluti.
Arrivano Davide, Giulia, Leonardo e Ilaria per il pranzo. Cerchiamo di sdrammatizzare e di scherzare, anche se Davide sa bene cosa significa partire. Partire dall’Africa.
Ci salutiamo con la promessa che ci manterremo in contatto e ci rivedremo presto …”Almeno per l’inaugurazione del centro sportivo”, dice Davide.
Poi arriva Rose con la sua dolcezza. Ha in mano un biglietto di auguri e un regalino.
Cerco di essere forte posticipando i saluti all’indomani dopo la Messa ma vacillo sempre più. Cerco di lavorare, di fare qualcosa, ma non riesco a fare niente. Nemmeno le valigie. Sto girando a vuoto.
Passa Sarah. Ci abbracciamo e piangiamo.
Passa Angela. Ci guardiamo e decidiamo di rimandare a domani qualunque cosa. In quest’ultima settimana non abbiamo avuto la forza di stare insieme da sole nemmeno un minuto.
Passa Padre John e solo a guardarlo le lacrime mi rigano il viso senza controllo.
Dorotea mi parla in Acholi. Capto solo la parola Italia e capisco che si riferisce alla partenza.
Patrick arriva con il suo biglietto mentre Apollonia mi porta una collana e un paio di orecchini e un porta monete per mio fratello.
Ronald mi regala il libro della sua tesi, un pacchetto colorato per me, un regalo per la mamma e un dono per mio nipote Leonardo. Arriva anche suo fratello John, con un rosario in legno e un paio di bellissimi sandali africani.
Ivan, uno dei ragazzi di Kabul, bussa timidamente alla porta con in mano una lettera. Qualche giorno fa era entrato nella mia camera/ufficio dicendomi che aveva sentito “rumors” sulla mia imminente partenza e voleva una voce ufficiale, mentre il suo compagno Felix, ha deciso di ritardare le vacanze al villaggio : “Andrò dopo di te”, mi dice sorridendo.
Provo un senso di gratitudine immensa per tutte queste persone meravigliose, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme e per quello che hanno fatto per me, gratuitamente e spontaneamente.
A cominciare da Padre John :
Per il Suo esempio di Fede, di Umanità e di Intelligenza
Per la Sua pazienza e anche per il Suo perderla e ritrovarla nel giro di pochi secondi
Per il Suo modo di ascoltare
Per il Suo coraggio e temperamento
Per il Suo essere instancabile
Per il Suo silenzio e per le Sue parole vere e forti
Per il Suo saper comprendere
Per la Sua accoglienza
Per la Sua Fiducia a prescindere
E per la Sua capacità di perdonare
Per tutto questo ringrazio dal più profondo del mio cuore e chiedo umilmente perdono per gli errori commessi e soprattutto per quello che avrei potuto fare e che non ho fatto.
serena
P.S.
Ultima sera… Forse…ho saputo ora che il volo per Londra è stato cancellato…
Tag:padre John, partenza, saluti | Posted under Why not? | 5 commenti
Why not ? – Perché correre
Last Updated on lunedì, 6 dicembre 2010 05:14 Written by Serena Ragni lunedì, 6 dicembre 2010 05:09
Ieri 5 dicembre 2010 si è tenuta a Kampala l’annuale maratona per le strade della città.
Quest’anno, lo sponsor ufficiale della maratona in collaborazione con Uganda Red Cross Society ha sostenuto la causa di chi reclama il diritto ad avere accesso ad acqua pulita e potabile.
Con Silvia, Ronald, Jilda, Susan, Clara, John Rambo, Augustine, Opio, Emmanuel abbiamo deciso di iscriverci e di correre insieme.
Ed insieme abbiamo corso…………
Per Padre John!
Per tutti i bambini, le donne e gli uomini in difficoltà, perché non esistono i poveri dell’Africa, ma esistono i poveri del mondo
Per tutti i bambini, affinché possano andare a scuola, avere un’istruzione ed un futuro
Per le persone sole, affinché possano trovare un sostegno ed un rifugio
Per il dr. Michael e per sua figlia Carol, perché vogliamo tener viva la speranza e preghiamo perché possa risvegliarsi da un “sonno” che dura ormai da oltre 5 anni
Insieme abbiamo corso perché abbiamo voluto “rubare” anche questa occasione per sentirci parte gli uni degli altri
Perché crediamo nel “fare insieme”, nel “fare per gli altri”, nel “fare con attenzione”, e nel “lasciar fare”
Insieme abbiamo corso per il nostro Amico Angelo, che avrebbe voluto essere qui con noi, ma che un delicato intervento al cuore ha trattenuto a Pavia
Ognuno di noi ha corso portando alta la bandiera dei propri ideali, dei propri sogni e per dire il proprio “GRAZIE!”
Personalmente io ho corso
Per mia mamma e mio papà, per mio Fratello&Paola&Leonardo&Marco, per gli zii Pepp&Gabri per PaolaCarloilGeo&laRobi, per Maurizio Rovati
Per il “mio” Vescovo, Monsignor Giovanni Giudici per le sue preziose indicazioni
Per Don Enzo Boschetti, per i suoi ragazzi e per il sogno di fondare a Pavia un Carmelo
Per Suor Maria Emanuela della Trinità e Suor Maria Margherita, Carmelitane Scalze di Moncalieri
Per il Don (Franco!), amico fraterno che mi pensa sempre in piedi, in cammino, capelli al vento e sorriso sulle labbra
Per Fratel Ettore e Suor Teresa
Per Padre Stefano di Sant’Antimo che rivedrò a febbraio, per Roberto Cociancich e il suo “Passi di vento” che ha ispirato tanti di noi, per tutti gli amici Goumiers e per Don Francesco Cassol, che mi hanno insegnato la bellezza della fatica, dei grandi orizzonti, del cielo stellato e l’importanza “di non guardare solo alla terra altrimenti finiremo con il credere solo in essa”
Per gli amici del Lesima, per MariangelaGiuseppePaolo e Alessandro Tornari che ho visto nascere e che ieri, “altrove” ha corso con noi
Per il prof. Cauda e la moglie, la dottoressa Maria Caterina Silveri, per gli amici dell’Università Cattolica e di Spe Salvi, per Daniele e Paolo che quando ha scoperto che Jilda ed io la mattina andavamo a correre, incurante del sonno alle prime luci dell’alba, ha risposto: “Ci sono!”
Per il “mito”, Davide Franzi, per sua moglie Giulia e per il piccolo Leonardo e per Gianni che parte…ma non me lo ha detto!
Per la mia amica Dani affinché il 2011 possa essere oltre ogni aspettativa
Per il mio amico Albe della CRI, che mi sopporta con grande pazienza
Per gli amici dell’Oftal, gli amici del Blog, per la mitica 5D!
Per Aisha! La mascotte dell’associazione
Insieme ieri abbiamo corso
con TUTTI gli Amici, i Dipendenti, i Volontari e i Sostenitori dell’ Associazione Italia Uganda con i quali ci siamo tenuti per mano in una corsa reale e immaginaria verso il traguardo di un mondo migliore ma consapevoli dell’importanza del sapersi anche fermare.
E tu, per chi corri o cammini o ti fermi?
serena
Why not ? – Primo Dicembre Zero Dieci
Last Updated on mercoledì, 1 dicembre 2010 08:18 Written by Serena Ragni mercoledì, 1 dicembre 2010 08:18
“La bellezza di una vita parte dalla bellezza di un incontro”, scrisse Padre Stefano dell’Abbazia di Sant’Antimo qualche tempo fa. E pensavo proprio a queste parole nel vivere con i ragazzi gli ultimi giorni della scuola che aprono il tempo dell’Avvento.
Ad un mese esatto dalla vigilia di Natale gli studenti della Boarding School cantano e danzano mostrando la loro gioia, il loro cuore, in attesa di quello che sarà in ogni caso un giorno di festa.
Non sarà importante quello che riceveranno, se mai riceveranno, e non sarà importante se la tavola sarà ricca o povera. Sarà comunque festa e già questa sera ce ne danno esempio.
I gruppi delle diverse classi si avvicendano sul palco in una competizione che vedrà tutti vittoriosi, e la coppa del vincitore passerà di mano in mano a testimoniare: “Siamo una cosa sola!”.
Tagliamo la torta e mi sembra tutto così grandioso che il piccolo dolce davanti a me si trasforma nel più grande e buono mai assaggiato.
Mi chiedono di parlare, ma declino timidamente e cortesemente perché davanti alla bellezza di tutti questi ragazzi rischierei di sembrare banale.
Per il giorno successivo invece, gli studenti della Day Section hanno organizzato una partita di calcio all’Upper Prison di Luzira, il carcere di massima sicurezza.
Insieme, sorretti e sollecitati da una mail di Padre John, avevamo preparato alcuni “doni” da portare ai detenuti: qualche paio di scarpe da calcio, alcuni palloni, alcune magliette e un piccolo trofeo.
Di corsa, perché come al solito in ritardo, siamo arrivati alle prigioni dove un’accoglienza inaspettata ci ha sorpresi.
Tutti i detenuti erano attorno al campo e alcuni avevano preparato una danza che ha dato il via alla partita terminata con un grandissimo e sudatissimo (sicuramente per la squadra dei nostri ragazzi!) pareggio.
Al termine ci siamo disposti tutti insieme ad ascoltare le parole di uno dei detenuti, del direttore degli studi della nostra scuola, dell’ Headmaster della scuola delle prigioni, e di uno dei nostri studenti.
Ho provato un brivido lungo la schiena alle parole dell’Headmaster : “ Questa è la prima volta nella storia delle prigioni dell’Uganda che una squadra di detenuti gioca con una squadra esterna”.
Ho provato orgoglio nel sapere della collaborazione tra la nostra scuola e la scuola delle prigioni e ho provato orgoglio che la prima scuola ad entrare in una prigione fosse proprio la BCK SSS.
Ho sentito più del solito - se possibile! - la mancanza di Padre John perchè avrei voluto fosse qui con noi, come avrei voluto fosse alla festa di chiusura della Parriet School, quella stessa che l’anno scorso ha rischiato di chiudere.
I bambini sulle tracce dei fratelli maggiori hanno dato vita e colore al tempo dell’Avvento: dall’ asilo all’ultimo anno della Primary, passando attraverso la graduation dei piccoli che con il prossimo anno per diritto di “anzianità” varcheranno la soglia della scuola dei grandi.
Ho applaudito con tutta la forza che avevo e cantato canzoni che non conoscevo nel tentativo di mostrare il mio essere fiera di loro, nel tentativo di ringraziarli tutti , in particolare quelli più piccoli che hanno chiuso questi tre giorni di festa e che con la loro gratuita e spontanea bellezza sono riusciti a rendere più bella anche la mia vita.
serena
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