Archive for the ‘Why not?’ Category
Una bellissima giornata di festa
Last Updated on domenica, 28 novembre 2010 09:40 Written by Fabio Salvatore domenica, 28 novembre 2010 09:36
Carissimi,
vi scrivo velocemente dopo una giornata intensa.
La festa di oggi è stata un grande successo: c’erano più di 130 persone che hanno partecipato alla messa, alla conferenza, al pranzo e hanno festeggiato questi 10 anni di solidarietà.
Alcuni sono venuti anche da molto lontano, sfidando le intemperie pur di essere presenti.
Oltre ogni più rosea aspettativa durante la giornata abbiamo raccolto ben 6.701 euro:
2.420 dal banchetto dell’artigianato ugandese, 2.337,30 con offerte per il pranzo e 1.943,70 raccolti grazie all’asta battuta dal mitico Marco!
Queste cifre sono provvisorie, in quanto alcuni dei presenti mi hanno già detto che nei prossimi giorni integreranno le loro donazioni.
Non appena avrò la cifra finale sarà mia premura aggiornarvi.
Questi fondi sono importantissimi, perché ci consentiranno di proseguire i progetti in corso e di dare la possibilità ad altri bambini ugandesi di andare a scuola: grazie mille!
Vi informo anche che tutto il cibo avanzato e non battuto all’asta (affettati e formaggio, pane e focacce, sottaceti, …) è stato portato alla Mensa del Fratello di Via Folla di Sopra perché potesse essere subito distribuito ai bisognosi: siamo quindi riusciti a non buttare via niente, condividendo la nostra gioia anche con chi sta attraversando un momento difficile.
Non mi resta che ringraziare ancora di cuore tutti coloro che hanno partecipato all’incontro, le aziende che ci hanno aiutato ad allestire il pranzo e i tanti volontari che con il loro impegno hanno reso possibile questa bellissima giornata di festa.
Un abbraccio a tutti.
Fabio
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2000 – 2010 10 anni di solidarietà
Last Updated on domenica, 28 novembre 2010 09:40 Written by Fabio Salvatore domenica, 28 novembre 2010 12:21
Carissimi,
vi ricordo che oggi a Pavia ci sarà la festa per i 10 anni dell’Associazione Italia Uganda Onlus.
Scarica l’invito per vedere l’indirizzo e il programma della giornata.
Vi aspettiamo numerosi.
Un caro saluto.
Fabio
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Why not ? – Punti di vista
Last Updated on lunedì, 22 novembre 2010 02:00 Written by Serena Ragni lunedì, 22 novembre 2010 04:45
Talvolta basta una parola per cambiare il punto di vista delle cose.
Tempo fa mi trovavo a Kampala con Daniela, dottoressa radiologa al Benedict Medical Centre e ormai sorella d’adozione, e con il mio amico Carlo, uomo di mondo dotato di grande intelligenza, senso critico e sensibilità, venuto in visita nella Casa di Padre John.
Eravamo in un piccolo negozio dal gusto retrò che vende generi alimentari italiani di un’Italia d’altri tempi.
A un certo punto Carlo mi guarda e mi dice: “Beh, questo è un po’ il luogo di ritrovo per voi espatriati”.
Espatriati?! Espatriati a chi?!
In quel momento mi sono sentita come Alberto Sordi la domenica nella sala da ballo dell’ Italian Club nel film “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata”.
Non ci avevo mai pensato…
In realtà non mi sono mai sentita un’espatriata, un’emigrata.
Qui io mi sono sempre sentita a casa. Tutti mi hanno sempre fatto sentire parte di loro stessi dal primo istante. Da Padre John, ad Angela, Apollonia, Okello, John, James, Ronald, Jilda, Lucy, Molly, Sarah, Pamela, Maria e le decine di altre persone con cui divido le mie giornate.
Nessuno mi ha mai chiesto chi sono, da dove vengo, e di chi sono figlia, mi hanno dato fiducia gratuita, senza richiedere alcuna garanzia.
Nessuno mi ha mai visto “diversa” nel senso negativo del termine, e nessuno ha mai avuto paura di me…se non in alcune giornate al mattino molto presto! E il colore della mia pelle, i capelli semi lunghi e semi biondi hanno solo suscitato qualche risata gioiosa nei bambini e la curiosità di toccarli.
Nessuno ha mai stretto a sé la borsa al mio passaggio.
E così è stato per tutti quelli che da questa casa sono passati : giovani venuti per un’esperienza di studio, volontari venuti per prestare servizio, uomini e donne venuti per lavoro, amici in visita.
Per tutti noi c’è sempre stata la porta aperta, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza preavviso.
Per tutti noi c’è sempre stato un sorriso accogliente, un posto a tavola (qui la tavola è sempre apparecchiata con posti in più nel caso in cui qualcuno arrivasse all’improvviso), e la generosità di chi si è messo a disposizione.
“Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35), parole che sono diventate la bandiera di vita delle persone incontrate qui e che tutti noi nel nostro pellegrinaggio più o meno lungo abbiamo vissuto in prima persona.
Ma cosa accade quando le parti si invertono e i punti di vista cambiamo?
Cosa fa cambiare di senso e significato alle stesse parole, ai gesti e ai modi di agire e reagire?
Io non so dare una risposta…e chiedo l’aiuto da casa.
serena
Tag:accoglienza, emigrante, punti di vista, straniero | Posted under Why not? | 5 commenti
Why not ? – Stagioni
Last Updated on giovedì, 18 novembre 2010 06:53 Written by Serena Ragni lunedì, 15 novembre 2010 07:57
Apparentemente qui non ci sono stagioni, almeno per come le intendiamo in Italia, e il tempo ha una cadenza che spesso mi confonde.
Quasi sempre nel tentativo di datare un ricordo penso a come ero vestita, se faceva freddo o caldo, se gli alberi avevano le foglie e se guardando fuori dalla finestra del mio studio vedevo la neve o il verde brillante dell’erba.
Qui è tutto diverso: tra le 6,15 e le 6,30 del mattino d’improvviso la luce e tra le 6,30 e le 7,00 di sera d’improvviso il buio.
Apparentemente qui non ci sono stagioni, e il tempo è sempre lo stesso per i dodici mesi dell’anno. Solo apparentemente, perché qui si vivono tutte le stagioni dall’autunno all’estate, passando per l’inverno e la primavera, e spesso tutte insieme nell’arco della stessa giornata e in ordine sparso.
Capita di svegliarsi la mattina avvolti in una nebbia quasi pavese, per poi ritrovarsi dopo qualche ora sotto un sole abbagliante e magari a metà giornata una pioggia scrosciante ti coglie per strada per poi scomparire rapidamente e lasciare il posto a pozze d’acqua che sembrano piccoli laghi artificiali. Mentre quando la siccità imperversa , il vento e la terra rossa colorano gli alberi come d’autunno.
Ma non sono solo gli eventi naturali a dar ritmo al tempo, per lo più sono le sensazioni, la gente, gli occhi, i passi, le mani, una quotidianità sempre diversa nel suo essere uguale.
Basta fare silenzio dentro di sé e ascoltare.
L’inverno ha il sapore della sconfitta di una mamma abbandonata con i suoi figli sotto un tetto improvvisato, e la consistenza delle pietre che a grande fatica si spaccano sotto un sole cocente che sa poco d’inverno ma ti riporta alla rudezza di quella stagione, e la pesantezza dell’acqua per braccia troppo esili.
L’autunno inonda di pioggia le non strade e le non case e il cielo è ancora cupo sebbene c’è chi già pensa a ricostruire e lo sguardo fiero di una donna sembra preannunciare quella primavera che leggo nelle mani segnate di chi alla scuola prepara e distribuisce il cibo e in quelle giovani e fresche di chi si prepara ai riceverlo.
Infine l’estate con il suo sole più bello…nei gesti e nell’allegra vitalità dei nostri bambini in partenza per la scuola con la gioia e la speranza di chi ha voglia di crescere.
serena
Tag:stagioni, tempo | Posted under Why not? | 3 commenti
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