Archive for the ‘Why not?’ Category
Why not ? – Festa d’Ognissanti
Last Updated on martedì, 2 novembre 2010 07:09 Written by Serena Ragni martedì, 2 novembre 2010 07:09
Sono le 19.00 del 1° Novembre, in Italia è festa, ma qui lo è solo per la Chiesa Cattolica.
Spengo in fretta il computer e corro verso la chiesetta di Radio Maria, a circa due minuti di strada, vado con Pamela che lavora alla contabilità e che con sua mamma fa parte del coro della parrocchia.
Entro, mi siedo e d’improvviso parte il coro a due voci sulle note di “When the Saints Go Marching In”…meraviglioso…inaspettato.
Trattengo a stento lacrime d’emozione, sono l’unica “musungo” e già mi distinguo abbastanza.
Fuori c’è un buio pesto e dentro non c’è molta gente, perché la maggior parte ha già pregato questa mattina molto presto, come Angela, o nel pomeriggio in parrocchia dopo il lavoro, ma la Messa ha la solennità della Messa della domenica. E tutto questo per me è incredibile. Incredibile come queste persone colgano ogni occasione per fare festa insieme. Anche con un semplice canto. Semplice. Non banale.
Ascolto le beatitudini dal Vangelo secondo Matteo nel giorno dei Santi e cerco con insistenza di incrociare gli sguardi dei bambini in vestiti stropicciati, delle loro mamme, degli uomini e delle donne presenti.
Ritorno a casa e riguardo le foto che ho chiesto a Patrick di scattare in mattinata perché oggi avrei voluto raccontarvi la nostra giornata di “festa lavorativa” attraverso i volti e i gesti di chi ogni giorno si prende cura di noi.
Ripenso alla Messa, alla parole del Vangelo nella giornata d’Ognissanti, riguardo le foto di questa mattina e penso, prendendo in prestito le parole di Santa Teresa di Lisieux: “Beate tutte queste persone, questi Santi senza “San”, uomini e donne e bambini che quotidianamente fanno cose ordinarie in maniera straordinaria”
serena
Tag:festa, lavoro, quotidianità | Posted under Why not? | 6 commenti
Why not ? – Trenta su Cento
Last Updated on sabato, 16 ottobre 2010 01:09 Written by Serena Ragni sabato, 16 ottobre 2010 11:47
Senza cibo non cresci.
Senza cibo ti ammali.
Senza cibo milioni di bambini non avranno un futuro.
Nove milioni sono gli ugandesi che lottano ogni giorno contro la fame.
Ci pensate?
Nove milione di persone su una popolazione stimata in trent’un milioni di abitanti : trenta persone su cento qui difficilmente hanno da mangiare. Chi niente e chi un solo pasto al giorno.
Proprio come tanti dei nostri i ragazzi che in tempo di scuola hanno la fortuna di poter trovare lì quell’unico pasto.
Oggi si “celebra” la Giornata Mondiale dell’Alimentazione in un mondo impazzito che fatica a trovare un equilibrio tra chi lotta con il troppo e chi con il niente.
Oggi si “celebra” la Giornata Mondiale dell’Alimentazione e se davvero crediamo che insieme si può costruire un mondo migliore non possiamo rimanere indifferenti.
http://www.monitor.co.ug/News/National/-/688334/1033588/-/view/printVersion/-/cmo3ruz/-/index.html
serena
Tag:Alimentazione, fame, Uganda | Posted under Why not? | 2 commenti
Why not ? – Legal Aid
Last Updated on martedì, 12 ottobre 2010 02:26 Written by Serena Ragni martedì, 12 ottobre 2010 02:26
Essere poveri spesso significa anche non avere diritti.
Essere poveri spesso ha il sapere doloroso e rassegnato dell’impotenza.
Essere poveri spesso significa dover subire violenza senza motivo, significa spesso vedersi potar via, dopo vent’anni di vita passata nei campi profughi, anche quel piccolo pezzo di terra che ha tenuto viva la speranza, significa spesso vedere i propri bambini violentati e non avere voce.
Essere poveri spesso significa essere “nessuno”.
Tanti di questi “nessuno” arrivano in Missione sperando che finalmente qualcuno si accorga di loro, ma capita anche che leggendo le cronache sui giornali che raccontano casi di soprusi subiti, Padre John stesso si metta alla ricerca di queste persone per farsi carico della loro difesa.
Poco tempo fa, è arrivata Rose* in lacrime e disperata.
Rose è una delle tante donne sole qui ed ha venduto la sua casa, l’unico suo bene, per poter pagare le spese scolastiche dei figli. Rose sa che solo attraverso l’istruzione i suoi figli potranno avere un futuro.
Decide così di affidare tutti (davvero tutti) i suoi soldi ad una fantomatica società che promette di assicurare e rivalutare il suo capitale.
Il giorno dopo aver depositato tutti suoi soldi Rose rimane senza niente. NIENTE. Tutto scompare: soldi e società.
E poi c’è la storia di Mary*.
Mary ha solo 14 anni, è una delle ragazze che grazie al sostegno a distanza continuava ad andare a scuola, fino a quando un giorno sulla sua strada ha incontrato un giovane uomo che le ha comprato della soda prima di trascinarla in un luogo buio e isolato e violentarla.
Mary aspetta un bambino.
Mary è talmente sotto choc che ha vergogna e paura di raccontare quello che le è successo, anche a causa di quell’ingiusto senso di vergogna che purtroppo accomuna tante donne nel mondo.
Ma quando dopo le insistenze della mamma riesce a confessare l’accaduto, il fratello, anche lui uno dei ragazzi di questa grande famiglia, si precipita piangendo da Padre John.
La reazione è stata di rabbia, di dolore e di azione.
Grazie alla testimonianza di Padre John il violentatore, quello stesso che pensava di farla franca -“tanto quei poveracci non possono farmi niente” – è stato condannato a 5 anni di carcere.
Sono solo due spaccati di vita, ma potrei riempire le pagine di questo libro virtuale.
Ecco perché l’Associazione Italia Uganda ha deciso di sviluppare un nuovo progetto, il “LEGAL AID PROJECT”, per dar voce a chi ha diritto a parlare, a difendersi e a lottare.
Il progetto intende sostenere le spese legali di quanti non avrebbero alcuna strada per far valere i propri diritti, intende dar forma e continuità al lavoro iniziato anni fa da Padre John.
E’ stato bello vedere con quanta passione è stato vissuto e scritto questo progetto, sotto la guida di Fabio e di sua moglie Cinzia, avvocato, da due giovani che hanno studiato e si sono laureati grazie al sostegno a distanza, grazie all’aiuto di tante persone che hanno saputo scommettere su di loro.
E hanno avuto ragione perché oggi grazie a Ronald, responsabile dei progetti qui in Uganda, a Giovanna, giovane e grintosa avvocatessa di Gulu, a Padre John, all’Associazione e a tutti quelli che sapranno credere anche in questa nuova sfida il coro di questi “nessuno” potrà lentamente riprendere voce.
Premi qui per scaricare il PDF dell’articolo apparso sul Saturday Vision
serena
* Nomi di fantasia
P.S. 1
L’articolo allegato che potete scaricare è stato pubblicato sul quotidiano locale e racconta proprio la storia di Mary. Fr. John Scanabrini è il nostro Padre John Scalabrini! …non solo la nostra amata Provincia Pavese ogni tanto sbaglia a pubblicare i nomi!
P.S. 2
La bambina di Mary è nata lo scorso 2 luglio al BMC
Tag:diritti, giustizia, Legal Aid | Posted under Why not? | 3 commenti
Why not ? – A volte succede
Last Updated on domenica, 3 ottobre 2010 09:16 Written by Serena Ragni domenica, 3 ottobre 2010 09:16
A volte succede di voler raccontare ma di non riuscire a trovare le parole giuste.
Riguardo le foto di domenica scorsa: tutto splende nel giorno dell’inaugurazione alla Day Section Bishop Cipriano Kihangire. Mai avrei pensato nel 2008, quando per la prima volta ho visitato questa scuola, che dopo soli due anni tutto sarebbe cambiato.
Il nuovo edificio è così bello che la sua luce traspare nei volti e negli occhi degli studenti. Degli insegnanti.
Negli occhi orgogliosi di chi ha progettato e costruito la nuova scuola.
Negli occhi di un Padre John commosso che con un abbraccio che tutti noi abbiamo invidiato premia in questa occasione l’insegnante dell’anno.
A volte succede che quasi mille ragazzi, tanti dei quali orfani, possano avere spazi mai immaginati dove poter studiare. Aule con le smart boards – che io ho visto per la prima volta qui! Una biblioteca. Un’aula computer. E persino l’aula audiovisivi.
A volte succede che un ragazzo venuto da Gulu, ricco di quella povertà del niente possa continuare a studiare e persino vincere una competizione regionale e ricevere il meritato riconoscimento in questa giornata speciale. Proprio lui, Felix, l’unico della sua famiglia ad avere avuto l’opportunità di studiare, mentre i suoi fratelli sono rimasti al villaggio.
A volte succede che il dolore per la perdita della persona amata, attraverso la determinazione e il coraggio di un prete, possa trasformarsi in gesto d’amore per migliaia di giovani.
A volte succede che in giorni come questo tutto si illumini e i ragazzi in festa possano danzare nel pentagramma del proprio futuro.
serena
Tag:generosità, inaugurazione, scuola | Posted under Why not? | Commenti disabilitati
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