domenica 20 maggio 2012

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Archive for the ‘Carpe diem’ Category

… -10 giorni al viaggio in Uganda!

Ciao a tutti!

Qualche settimana fa vi ho raccontato del viaggio in Uganda che stiamo organizzando per il 50esimo di sacerdozio di Padre John, invitandovi tutti a partecipare. Devo dire che hanno aderito in tantissimi, ormai sono quasi una sessantina, provenienti da tutte le regioni d’Italia…davvero oltre ogni aspettativa!

Il sorriso dei bimbi vi conquisterà durante il viaggio in Uganda...

In fondo l’Uganda è lontana, 10 giorni sono tanti, i biglietti aerei non sono proprio low cost… insomma, le obiezioni potevano essere tante! E invece devo ringraziare di cuore (in attesa che lo faccia personalmente Padre John!) tutti coloro che hanno accolto il nostro invito, perchè non si sono fatti fermare pensando alle possibili difficoltà, ma sono riusciti ad andati oltre.

Chiacchierando con loro nelle lunghe telefonate in cui raccontavo di questa esperienza, mi sono resa conto che hanno colto perfettamente il significato e l’importanza del viaggio, la dimensione di condivisione e di affetto che colmeranno le loro giornate in Uganda, accettando di mettersi in gioco per dieci giorni, di scoprire un nuovo “mondo”, pronti a sconvolgersi e farsi sconvolgere, nel bene e nel male.

... e niente paura dei coccodrilli: li vedrete solo da lontano!

Perchè, come sto dicendo a tutti coloro che si apprestano a partire, volenti o nolenti questa esperienza li cambierà. Non so come, questo dovranno scoprirlo (e dirmelo) loro … anzi se lo desiderano li invito a scrivere sul blog cosa si aspettano da questo viaggio, a meno di dieci giorni dalla partenza … e poi una volta che saranno tornati com’è andata, cosa li ha colpiti di più, cosa gli è rimasto e rimarrà indelebile dentro di loro.

Sono sicura che tutti porteranno nel cuore l’emozione per le celebrazioni dei 50anni di sacerdozio di Padre John e riempiranno le schede delle macchine fotografiche con centinaia di visi, occhi e sorrisi di bimbi bellissimi, molti di loro stringeranno nuove amicizie, altri scopriranno quanto è bella l’Uganda e magari inizieranno a consigliarla agli amici come meta turistica … e spero che non troppi ricordino gli insetti o lo spavento per la vista dei coccodrilli! :-)

Ma tante altre cose potranno dircele solo loro. Allora cosa aspettate? Passo la parola a voi … spolverate la tastiera del vostro computer e poi … raccontateci! :-) Chissà mai che non riusciate a convincere a venire, la prossima volta, anche chi è ancora un po’ titubante??

Il 21 marzo diciamo “NO!” a tutti i razzismi

Una catena umana per dire "No!" a tutti i razzismi

Mercoledì 21 marzo è la Giornata Internazionale contro tutti i razzismi. Forse potrebbe sembrare obsoleto parlare ancora di razzismo nel 2012: sono lontani, almeno temporalmente, i giorni delle lotte per i diritti civili negli Usa guidate da Martin Luther King, o delle proteste anti-apartheid di Nelson Mandela in Sudafrica, giusto per citare due degli esempi più noti.

Eppure, se si guarda alle statistiche recenti, sembra proprio che quei tempi non siano affatto così lontani, o che addirittura non ne siamo mai usciti davvero. E purtroppo il nostro Paese non fa eccezione: un’inchiesta del 2010 ci dice che oltre il 45% dei giovani dai 18 ai 29 anni si dichiara chiuso agli stranieri o addirittura xenofobo e, per contro, da un’indagine dell’Unione Europea sugli immigrati in Italia risulta che il 94% di loro si sente discriminato. Di questi, il 12% è stato vittima, nell’ultimo anno, di almeno un episodio di razzismo. E’ la percentuale più alta di tutta l’Unione.

Una giornata mondiale contro l’intolleranza razziale è quindi ancora importantissima, se non necessaria. Per questo il 21 marzo dalle 10.30, in Piazza della Vittoria a Pavia, ci troveremo con gli studenti delle scuole della nostra provincia, i genitori, gli insegnanti, le Associazioni del territorio e la società civile (scarica qui la locandina) per dire “No!” a tutte le discriminazioni. L’iniziativa, che si inserisce all’interno degli eventi della ottava edizione della “Settimana d’azione contro il razzismo”, è promossa dalla Provincia di Pavia e sostenuta da più di 40 scuole e associazioni locali, tra cui Italia Uganda.

Ci prenderemo tutti per mano per formare una lunga, speriamo lunghissima catena umana contro tutti i razzismi, le intolleranze, le discriminazioni, che arrivi ad abbracciare idealmente tutto il mondo, perchè, come disse benissimo Albert Einstein, “l’unica razza che conosco è quella umana”.

Protagonisti di questo girotondo saranno soprattutto i bambini e i ragazzi di tante classi della nostra provincia, ovvero il nostro futuro. Un futuro inevitabilmente multietnico, un futuro dove l’ “altro” (che sia “altro” per il colore della pelle, per sua la religone o per la lingua che parla) non è un pericolo ma un’opportunità di arricchimento, oltre che un’occasione per mettere in pratica, nei fatti la solidarietà.

Quella solidarietà che giustamente attuiamo verso chi vive situazioni estreme di disagio, magari a migliaia e migliaia di chilometri da noi (pensiamo ad esempio ai “nostri” bimbi dell’Uganda), ma che è importante realizzare anche nella quotidianità, verso l’ “altro” che incontriamo al supermercato, in autobus, sul nostro stesso pianerottolo e al quale possono bastare un sorriso, un gesto di aiuto se lo vediamo in difficoltà, o una parola di comprensione per sentirsi finalmente accolto.

Il Primo Marzo ci siamo anche noi!

La locandina di "24 ore senza di noi"

24 ore senza di noi: questo è lo slogan con cui ogni anno, dal 2010, il primo marzo centinaia di migliaia di immigrati, affiancati e supportati da tantissimi italiani, scendono in piazza nelle nostre città per far sentire la loro voce.

Troppo spesso di immigrati e immigrazione si parla solo nelle pagine della cronaca nera: la rapina, la sparatoria … salvo poi scoprire che in diverse occasioni additare lo straniero è soltanto una scusa per coprire una realtà ben diversa, per trovare un capro espiatorio debole che difficilmente potrà difendersi.

Dei milioni di immigrati che lavorano onestamente nel nostro Paese, che creano ricchezza pari a circa l’11% del nostro Pil (avete capito bene, 11%!), che mettono la loro forza e la loro intelligenza al servizio della nostra società, dei nostri bambini, dei nostri anziani, non si parla invece quasi mai. Ci sono immigrati di successo nello sport, nello spettacolo, manager, professionisti … ma ci sono anche milioni di persone straniere che svolgono silenziosamente lavori più umili e per questo sono ai nostri occhi ancora più invisibili. Eppure provate a pensare cosa succederebbe se un giorno, di punto in bianco, tutti gli immigrati che lavorano nel nostro Paese scomparissero: niente più badanti ad accudire i nostri anziani, niente più infermiere a curarci quando siamo in ospedale, niente più operai stranieri nelle nostre fabbriche, niente più baby sitter per i nostri bambini, solo per fare qualche esempio.

Proprio questa è l’idea alla base di “24 ore senza di noi”: per un giorno, metaforicamente ma anche fisicamente, gli immigrati in Italia incrociano le braccia. E’ un modo per far prendere coscienza alla società civile che esistono anche loro e che sono fondamentali per noi e per la nostra economia. Ma è anche un’occasione per far parlare di loro uscendo dagli stereotipi, mostrando gli immigrati una volta tanto non come i “colpevoli” (di qualsiasi cosa … anche solo di rubare il lavoro agli italiani!), ma come i “protagonisti”: dipingerli come un gruppo di persone che giustamente rivendicano diritti dopo i tanti doveri imposti dalla nostra burocrazia, che vorrebbero riprendersi il proprio futuro qui in Italia e dare una mano per costruire un’Italia migliore. Perchè è soltanto così che il nostro Paese potrà essere davvero migliore.

Il Primo Marzo si scende in piazza anche a Pavia: per gli immigrati, ma soprattutto insieme agli immigrati, ci saranno anche tantissime associazioni del nostro territorio che a vario titolo si occupano di assistenza ai migranti, ma anche di cooperazione. Citarle tutte qui mi è impossibile, ma le trovate sulla Locandina dell’iniziativa. La nostra Associazione è una di queste. Perchè cooperazione internazionale significa anche integrazione e accoglienza sul nostro territorio.

L’appuntamento è per giovedì 1 marzo in Piazza della Vittoria e poi verso la Prefettura per presentare una piattaforma di richieste concrete: dalla concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti sul territorio italiano al diritto di voto per gli immigrati regolari, a tante altre proposte per superare i razzismi, le divisioni, le contrapposizioni tra “noi” e “loro”. Perchè oltre a “noi” e “loro”, c’è l’ “insieme”. E  insieme si può fare di più e meglio, per tutti.

Primo marzo 2012, Pavia, Piazza della Vittoria: noi di Italia Uganda ci saremo.

… e dopo cosa succede?

Due bimbi si mostrano gli zaini appena ricevuti

Un paio di settimane fa vi ho raccontato delle lunghe file in missione e dei tanti bambini che ogni giorno vanno da Padre John per chiedergli aiuto per andare a scuola.

Ma dopo che Padre John o le sue collaboratrici, Jilda, Molly e Sarah hanno parlato col bimbo e hanno comunicato alla “nostra” Simona che c’è un altro piccolo da aiutare?

E soprattutto dopo che gli abbiamo trovato un sostenitore italiano, che lo voglia seguire lungo tutto il suo percorso scolastico, cosa succede?

Beh a quel punto si tratta di iscrivere il bimbo a scuola e fornirgli tutto il materiale che potrà essergli utile durante l’anno scolastico appena iniziato.

E’ sempre in missione, infatti, che i bimbi sostenuti a distanza ricevono cartella, quaderni, biro, la divisa scolastica … ma anche altri vestiti.

La scelta dei vestiti!

Troppo spesso infatti i piccoli non hanno che una maglia e un paio di pantaloni … e quando sono da lavare? E se a un certo punto non sono più della giusta misura? O quando si strappano e non si riesce più a rammendarli?

Nella foto qui sopra potete vedere due bimbi nella sala d’aspetto della missione che confrontano orgogliosi gli zaini appena ricevuti: si indovina nei loro occhi la gioia per un dono che purtroppo in Uganda è solo per pochi bimbi fortunati.

Per ogni bimbo che può andare a scuola, infatti, ce ne sono decine costretti a lavorare per vivere, o le cui famiglie non hanno nemmeno quei pochi soldi (l’equivalente di poche decine di Euro) per iscriverli alla scuola pubblica.

Qui a fianco invece vedete una bellissima ragazzina che, nel cortile della missione, cerca tra vari abiti messi a disposizione qualche vestito adatto a lei.

La spartizione di un piccolo regalo

Proprio perchè l’aiuto che ricevono da noi e dai sostenitori italiani non viene dato per scontato, ma anzi è visto come un dono e un’opportunità fondamentale per costruirsi il futuro, i piccoli giù in missione imparano fin da subito che tutto ciò che hanno va, per quanto possibile, spartito con chi sta loro intorno.

E da quest’ultima immagine appare evidente che l’hanno capito benissimo!

Una ragazzina infatti ha appena ricevuto dei piccoli regali che le sono stati inviati dall’Italia … e senza nessuna esitazione li sta spartendo con le sue amiche e compagne di classe, ben consapevole che la felicità è tale soltanto se può essere condivisa!

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