martedì 07 febbraio 2012

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Posts Tagged ‘casa’

Quando una firma cambia davvero la vita

I bimbi della nostra scuola durante la pausa pranzo

 

E’ tempo di dichiarazioni dei redditi e come ogni anno stiamo diffondendo il più possibile il nostro codice fiscale tra amici e sostenitori, chiedendo loro di aiutarci con il loro 5 per Mille.

Le foto che vi propongo oggi hanno un significato speciale: le ha scattate Patrick, il nostro fotografo ufficiale, qualche settimana fa e quelli che vedete nelle immagini sono bambini che giocano, mangiano, studiano sereni nella loro scuola.

I piccoli studenti a lezione

Solo un anno fa, però, queste scene di normalità non erano per nulla scontate: la scuola che vedete, la Parriet Primary School di Kitinale, era sull’orlo del fallimento e i 700 bambini che la frequentavano rischiavano di finire da un giorno all’altro in mezzo ad una strada.

Per molti di loro, orfani o profughi del Sudan, questa scuola rappresentava e rappresenta non solo un luogo dove studiare, ma anche e soprattutto una casa, un rifugio dove vivere e crescere sereni.

L'ingresso della Bishop Cipriano Kihangire Primary School

E’ stato proprio grazie ai fondi 5 per Mille che abbiamo evitato che la scuola venisse messa all’asta. Abbiamo pagato parte dei debiti e l’abbiamo potuta riaprire subito, restituendo ai bimbi che la frequentavano uno spazio sicuro dove vivere.

Se qualcuno di voi si chiede quale sia la vera utilità del 5 per Mille, spero di avergli dato la risposta migliore. A questi bambini il 5 per Mille ha davvero cambiato la vita!

Adesso stiamo ristrutturando e mettendo in sicurezza tutti gli edifici della scuola, che ora si chiama Bishop Cipriano Kihangire Primary School, per offrire ai piccoli studenti un ambiente ancora più sicuro e bello dove crescere.

Vi ricordo il nostro codice fiscale: 96039770183. Basta una semplice firma per continuare ad aiutare questi bambini.

Tempo di inaugurazioni

La vecchia "Kabul"

Per raccontarvi le foto di oggi, devo partire un po’ da lontano.

Era infatti il 2004 quando abbiamo acquistato il vecchio edificio che vedete nell’immagine qui a fianco, per dare una casa ai tanti bambini e ragazzi orfani che fino a quel momento avevano vissuto nella missione di Padre John a Luzira. La casa all’inizio era davvero fatiscente: mancavano perfino i bagni e l’elettricità. I ragazzi ospitati l’avevano soprannominata “Kabul”, tanto era malandata! Doveva essere una soluzione provvisoria, ma purtroppo mancavano i fondi per la ristrutturazione. I mesi sono diventati anni, ed i ragazzi che ci vivevano, dai 7-8 iniziali, sono diventati più di 40.

Ecco il sorriso del piccolo ugandese

Poi nel 2006 è intervenuta la Provvidenza, come la chiamerebbe Padre John, sotto forma di Tommaso e Federico, un regista e un cameraman che, nel girare uno spot per la nostra Associazione, hanno voluto trasmettere un messaggio il più possibile positivo, incentrando la campagna su dei bimbi che ridevano. Il suo slogan era: “E’ possibile far tornare il sorriso ai bambini dell’Uganda … e puoi provarci anche tu!”.
La pubblicità è stata trasmessa nel 2008 da TV e giornali in tutta Italia ed ha raggiunto milioni di persone; tra queste, la signora Felicia, una signora di Roma che pochi mesi prima aveva perso il figlio. Dopo settimane di pianti ininterrotti, guardando la foto del piccolo ugandese con il suo grande sorriso sdentato, finalmente anche la signora Felicia ha smesso di piangere e ha sorriso. Poi ha chiamato la nostra Associazione: la pubblicità l’aveva molto colpita, voleva aiutarci, facendo qualcosa di speciale in memoria del figlio e del marito, scomparso alcuni anni prima. Padre John e Fabio le hanno proposto di aiutarci a ristrutturare proprio la Casa per gli orfani, la vecchia “Kabul”.
La signora Felicia ha accettato con entusiasmo e i lavori sono partiti. I ragazzi orfani da accogliere però erano sempre più numerosi, così Padre John ha pensato di aggiungere due piani all’edificio progettato inizialmente: in questo modo avremmo potuto ospitare fino a 180 ragazzi! Avevamo bisogno di altri fondi: abbiamo lanciato un appello a tutti i nostri sostenitori perchè ci aiutassero a realizzare una casa ancora più grande e più bella! Nella foto qui sotto potete vedere i risultati della loro scelta di solidarietà.

E questa è St. Stephen and Leonard House!

La nuova Casa è stata inaugurata domenica: c’era tanta gente, tra cui il nipote della signora Felicia (che, data l’età, non se l’è sentita di affrontare il lungo viaggio fino a Kampala) … ma soprattutto decine di ragazzi felici.
Sono coloro che da domenica vivono nella nuova casa ristrutturata: ragazzi orfani, soli, in difficoltà. Alcuni di loro hanno subito violenze in passato. Altri sono ex bambini soldato. Tutti loro, adesso, hanno un luogo sicuro, una bella casa in cui vivere. E anche loro sono tornati a sorridere.

Ah dimenticavo: da domenica la casa si chiama “St. Stephen and Leonard House”, in ricordo del figlio e del marito della signora Felicia. In effetti, chi avrebbe più il coraggio di chiamarla “Kabul”??

Why not ? – Gulu e ritorno

I fotogrammi del nostro viaggio verso il Nord scorrono velocemente: Pakwach, Parongo, Olwyo, Anaka, Kocgoma e finalmente Gulu.

Vorremmo fermarli, toccarli e rivederli come in un rewind infinito: piccole città, villaggi, sguardi profondi e fugaci, mani minute e leggere come un battito d’ali di una farfalla che mai più rivedremo.

Arriviamo a Gulu dove l’aria sa di speranza e di ricostruzione e i suoni sono saturi del vociare sereno della gente di nuovo per strada dopo vent’anni di paura, di atrocità, di guerra.

Qui tutto sembra avere una sfumatura in più: colori, suoni e profumi.

Vorremmo fermarci anche per la notte ma a malapena riusciamo a passare per un veloce saluto nella missione di Padre Larem, amico fraterno di Padre John, prima di riprendere la strada del ritorno verso Kampala: l’indomani ci aspetta il coro esplosivo e scatenato dei bambini della Nursery e della Primary School e ci prepara giosamente per il pranzo a casa con il Cardinale Emmanuel Wamala.

On the road : Olwiyo

Vita nel villaggio

Di corsa.......

....tutti al pozzo!

Giochi a scuola...giochi?!

Piedibus!

La casa di Dorotea a Kocgoma, costritua da Padre John nei primi anni '70

Gulu

Foto di gruppo nella tipografia di Padre Larem...manca Michele che sta scattando!

Il gruppo all'asilo

Risata di gioia!

Alla Primary School

Pranzo a casa con il Cardinale

Padre John, il Cardinal Wamala, Dorotea, Angel e Baby


serena

Why not? – Di nuovo partenza

Faccio le valigie di corsa come sempre e come sempre mi dico che dovevo pensarci prima, e superato il momento di panico per aver smarrito il biglietto aereo (!) finalmente con mio fratello mi incammino verso l’aeroporto di Milano Linate. Ma una volta arrivati è ancora strada in salita!

La signora del check-in è la più scontrosa tra le persone che avrei potuto incontrare.

I bagagli pronti per essere spediti sono troppo pesanti, mentre sul bagaglio a mano la signora è ancora più rigida : “Per me non va bene, se poi avrà problemi rischia di perdere il volo”…iniziamo bene…

Mi armo di tutta la pazienza possibile, pago i tre Kg in eccesso e passo incolume il controllo bagaglio a mano.

Viaggio da Amsterdam ad Entebbe con a fianco un ragazzo ugandese che dopo avermi fatto un breve escursus sulla storia del suo paese, ricorda gli anni di padre John trascorsi a Gulu.

Al termine del viaggio mi regala un evidenziatore “speciale” in segno di gratitudine per il viaggio fatto insieme.

Comincio a riassaporare l’accoglienza africana.

Okello mi sta aspettando in aeroporto insieme a Padre Silvano e ad altre quattro persone che passeranno la notte a casa di Padre John in attesa di ripartire per il Congo la mattina successiva.

Arrivata a casa ho la sensazione di essere stata via solo pochi giorni.

Tutto è così familiare…la mia stanza è come l’avevo lasciata, la casa è sempre piena di gente che va e che viene e il ritmo è sempre lo stesso; infatti sono riuscita i disfare i bagagli solo due giorni dopo!

Oggi è lunedì 22 Marzo e il cammino riparte, con lo stesso spirito di sette mesi fa, un misto tra gratitudine, timore e speranza.

serena

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