martedì 07 febbraio 2012

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La cucina nuova

In fila per il pranzo...

Da metà gennaio i ragazzi della nostra scuola superiore, la Bishop Cipriano Kihangire, hanno una nuova cucina: ha sostituito quella vecchia, molto fatiscente e progettata soltanto per 300 pasti al giorno…quando gli studenti di questa sezione oggi sono più di 1.000!

Mi sono piaciuti così tanto i sorrisi di questi ragazzi in fila per il pranzo, che ho scelto queste immagini di getto! Che bello vederli così felici per un momento che per noi di solito è scontato.

Poi ci ho riflettuto un attimo: questi studenti frequentano la sezione “Day” della scuola, ovvero non dormono in collegio, ma ogni sera tornano a casa. Molti di loro provengono da famiglie povere che vivono nel quartiere e non possono permettersi la retta del collegio, altri sono sostenuti a distanza da noi, perchè senza alcun aiuto non avrebbero mai potuto iscriversi a scuola.

... e poi la frutta!

Tutti questi ragazzi, prima di iniziare la scuola spesso non mangiavano per giorni: credo non sia immaginabile, per noi, l’idea di andare a letto senza aver mangiato nulla dalla mattina alla sera, costringersi ad addormentarsi con i crampi allo stomaco. Per loro questa era la norma.

Questo significa anche che sanno benissimo che quel piatto di polenta e fagioli (quando possiamo anche riso, carne e pesce…ma sempre più di rado, visto l’aumento vertiginoso dei prezzi di questi cibi!) non è non è scontato, non è dovuto: per questo il loro sorriso è così bello e autentico, mentre attendono, in fila, il loro turno.

Ripenserò a tutto questo, sedendomi oggi a tavola.


Why not ? – Vacanze

Mi alzo poco prima dell’arrivo della luce per ascoltare il silenzio, e poco dopo insieme al primo raggio di sole il canto di Palma scandisce il ritmo dell’inizio della giornata.

Palma sta facendo il bucato.

I bambini sono già partiti per la scuola. Ancora pochi giorni e poi “finalmente” vacanza.

Quest’anno le scuole finiranno prima per una decisione istituzionale comunicata improvvisamente qualche giorno fa.

“Evviva!” ho pensato, immagiando la reazione che i miei compagni ed io avremmo avuto nei panni di studenti della mitica 5D del Liceo Scientifico T. Taramelli.

Vacanze: Sole! Libertà! Divertimento!

Poi mi sono guardata attorno e ho scoperto che l’unica a sorridere ero io……………

Le scuole finiranno prima, che per la maggior parte dei ragazzi significa che prima anche quell’unico pasto al giorno bisognerà sudarselo. Tanto per cambiare.

Qui le vacanze hanno un sapore diverso: sanno di fatica e di lavoro nella speranza di poter racimolare l’ambito montepremi per poter ritornare a scuola il trimestre successivo.

Tutti in coda alla Nursery

Feeding alla St. James Primary School

Lunch Time alla Bishop Cipriano S.S.S.

serena

Why not? – La signora delle pannocchie

Sono in macchina con Padre John, Angelo, Ettore, Giovanni e mille altri bambini, stiamo tornando a casa. Oggi ha piovuto fortunatamente e la luce accecante dei giorni scorsi ha lasciato il posto ad un’atmosfera che ha il sapore dell’ autunno.
Sono mesi che non piove e la carestia comincia a preoccupare davvero. Nei giorni scorsi Davide Franzi ci raccontava che di questi tempi si incontrano i bambini per strada che anziché chiedere le caramelle, ti chiedono acqua. Senza acqua non c’è nemmeno cibo.
Il poco raccolto rimasto viene venduto al miglior offerente e il prezzo del cibo continua a salire.
Padre John ci ha detto che solo nell’ultimo trimestre la spesa per la mensa alla scuola ha avuto un rincaro del 33%.
Siamo in macchina e un buio vero ci avvolge. Fuori dal cancello della missione una signora è accovacciata davanti al suo fuoco intenta nel cuocere le pannocchie nella speranza di venderle. Parcheggiamo in cortile, Padre John mi guarda di sfuggita dicendomi: ” Andiamo a comprare tutte le pannocchie, ai ragazzi piacciono. E poi così anche lei potrà andare a casa”.
Anche questo ferragosto è passato. Mai provata tanta gioia.

serena

Why not? – TUTTI ALL'ASILO! QUASI TUTTI

Tutti a scuola

La “carica” dei bambini all’asilo è un’emozione che tutti dovrebbero provare per la vitalità che riescono a trasmettere. Chi va a scuola, oltre ad vedere una luce nel futuro, mangia tutti i giorni.
Non ho visto insegnanti correre dietro ai bambini per farli mangiare. Incredibile!
Ho visto bambini in un fila ordinata pronti a ricevere l’uovo e il porriadge.

distribuzione cibo

E poi li ho visti scatenati a correre, ridere, giocare e anche litigare. Come tutti i bambini del mondo.
Essere poveri non significa essere diversi. Sicuramente significa aver una strada più difficoltosa ma non per questo senza speranza.
Sarebbe bello se tutti i bambini potessero andare a scuola. Ma c’è sempre, (SEMPRE!), chi è fuori a guardare e sperare che un domani forse anche lui potrà oltrepassare quel recinto con la sua uniforme e lo zainetto in spalla.

non tutti possono andare a scuola

giro giro tondo

giro girotondo

“C’è un paese in capo al mondo
dove esiste un girotondo
di persone e di colori
mai nessuno ne sta fuori
gira gira il girotondo
nel paese in capo al mondo
per portare gioa e amore
alla gente di ogni colore”
Franca Corbelli

serena

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