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Ugandabout – giugno 2010
Last Updated on venerdì, 2 luglio 2010 12:27 Written by Simona Meneghelli venerdì, 2 luglio 2010 12:27
Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nel giugno 2010.
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Tag:Africa, AIDS, alcohol, armi, crimini di guerra, EAC, elezioni, Joseph Kony, Kampala, Lord's Resistance Army, LRA, malaria, mercato comune africano, Museveni, Nilo, OMS, teachers salaries, tubercolosi, Uganda | Posted under UgandAbout | Nessun commento
UgandAbout – dicembre 2009
Last Updated on lunedì, 4 gennaio 2010 02:21 Written by Simona Meneghelli lunedì, 4 gennaio 2010 02:21
Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nel dicembre 2009.
TRATTATO CONTRO MINE: AFRICA PROTAGONISTA, IL NORD DEL MONDO SI DEFILA
3 dicembre 2009
RIBELLI E MILITARI UGANDESI METTONO A RISCHIO RACCOLTI
3 dicembre 2009
MORBILLO, DRASTICO CALO DELLA MORTALITÀ INFANTILE
9 dicembre 2009
PIÙ VACCINAZIONI PER CONTRASTARE DIFFUSIONE POLIOMIELITE
14 dicembre 2009
WOMEN ACTIVISTS DISSATISFIED WITH DOMESTIC VIOLENCE LAW
14 december 2009
‘CUCINE SICURE’ PER PROTEGGERE DONNE E AMBIENTE
16 dicembre 2009
ELEZIONI: PARTITO DI GOVERNO SCEGLIE MUSEVENI PER SUCCEDERE A SE STESSO
30 dicembre 2009
VERSO ELEZIONI, VESCOVI CRISTIANI INVITANO A RESPONSABILITÀ E CORRETTEZZA
30 dicembre 2009
TELEFONI CELLULARI PER TUTTI, MA INTERNET È ANCORA PER POCHI
30 dicembre 2009
TRATTATO CONTRO MINE: AFRICA PROTAGONISTA, IL NORD DEL MONDO SI DEFILA
3 dicembre 2009
“Mentre l’Italia e altri paesi del Nord del mondo continuano a dimezzare i fondi per la bonifica di terreni minati e per il recupero delle vittime da mina, il Sud del mondo è sempre più protagonista per risolvere un problema che lo riguarda direttamente nonostante la maggior parte delle mine in circolazione sia stato prodotto altrove”: alla MISNA, che lo raggiunge a Cartagena, il direttore della Campagna italiana contro le mine, Giuseppe Schiavello, sottolinea la presenza massiccia di rappresentanti della società civile internazionale alla II Conferenza di revisione del Trattato di Ottawa, ma anche il progressivo arretramento del Nord del mondo di fronte a un problema che ha contribuito a creare.
L’Africa, in particolare, è arrivata all’appuntamento colombiano con alcuni successi già acquisiti e alcuni annunci importanti: dopo aver dichiarato “liberi da mine” Swaziland (2007), Malawi (2008) e Tunisia (2009), la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine (Icbl) ritiene che anche Rwanda, Zambia e Gibuti abbiano completato o siano vicine a risolvere la questione mine entro le scadenze fissate dal Trattato di Ottawa (Gibuti ha virtualmente completato la bonifica, ma la questione è collegata a dispute frontaliere con l’Eritrea) mentre, cambiando continente, l’Albania si è aggiunta agli 11 paesi già dichiarati ufficialmente liberi dalle mine.
Secondo l’ultimo ‘Landmine monitor report’ – il documento che su base annuale fa il punto della situazione – significativi progressi nella bonifica di territori minati sono stati compiuti anche in paesi che non hanno firmato il Trattato, in particolare Cina, Iran, Libano, Marocco, Nepal, Taiwan e Sri Lanka. A Cartagena non sono mancati alcuni campanelli d’allarme: dopo i 15 paesi che nel 2008 chiesero una proroga per completare la bonifica dei territori minati, quest’anno la stessa richiesta è stata fatta da Argentina, Cambogia, Tagikistan e Uganda.
“Alcune richieste sono ovviamente giustificate – dice alla MISNA Schiavello – e in alcuni casi la responsabilità è condivisa da paesi ricchi venuti meno agli impegni presi per sostenere le attività sul campo per la bonifica dei campi minati e per il recupero delle vittime”. Positiva eccezione rispetto a questa tendenza è stata l’inedita presenza a Cartagena di una delegazione degli Stati Uniti (paese non firmatario).
In una nota, la delegazione di Washington ha informato i partecipanti che l’amministrazione Obama ha cominciato una generale revisione della politica americana sulle mine anti-persona; oltre agli Stati Uniti non hanno ancora aderito al Trattato grandi paesi come Cina, Russia, Pakistan e India.
fonte www.misna.org
RIBELLI E MILITARI UGANDESI METTONO A RISCHIO RACCOLTI
3 dicembre 2009
Sta ostacolando le attività agricole, con conseguenze dirette sulle condizioni di vita della popolazione, il clima d’insicurezza generato dalla presenza di ribelli del movimento ugandese Esercito di Resistenza del Signore (Lra) e dagli scontri tra questi ultimi e i militari ugandesi, inviati nella Repubblica centrafricana per sconfiggerli.
Lo si apprende da fonti del Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) che nella città meridionale di Zemio, circa mille chilometri a est di Bangui, fornisce assistenza più o meno a 2000 sfollati.
Secondo alcune testimonianze, i contadini locali non coltivano i campi per paura di essere vittime dei ribelli o di trovarsi coinvolti negli scontri. Lasciata l’Uganda al termine di un difficile processo di pace che non ha mai portato alla firma di un accordo, i ribelli dell’Lra si sono divisi in vari gruppi che effettuano incursioni e saccheggi nel nord della Repubblica democratica del Congo, nel sud della Repubblica centrafricana e nel Sudan meridionale.
Voci non confermate indicano che il capo dell’Lra, Joseph Kony, si trovi nella Repubblica centrafricana.
fonte www.misna.org
MORBILLO, DRASTICO CALO DELLA MORTALITÀ INFANTILE
9 dicembre 2009
Una diminuzione del 78% dei decessi dovuti al morbillo: è il risultato di otto anni (2000-2008) di campagne di vaccinazioni e sforzi nella lotta alla malattia infantile, comunicato da diverse organizzazioni internazionali quali l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e il Fondo dell’Onu per l’infanzia (Unicef).
“Tutte le regioni coinvolte tranne una, il sudest asiatico, ha raggiunto con due anni di anticipo l’obiettivo di far scendere la mortalità del 90% entro il 2010” si legge in una nota congiunta. Sono previste per l’anno prossimo campagne di vaccinazione nazionali in alcuni dei paesi più popolosi, come Cina, Indonesia, Pakistan, Bangladesh, Vietnam Nigeria ed Etiopia. I risultati meno entusiasmanti provengono da India, Indonesia e Bangladesh, dove la mortalità è diminuita soltanto del 46% nel periodo preso in esame.
“Per eliminare i rischi di ricaduta, i paesi devono continuare campagne di vaccinazione di monitoraggio ogni due anni, finché il loro sistema sanitario non sarà in grado di fornire due dosi a ogni bambino e di curare la malattia” scrivono ancora gli esperti, ricordando anche che la cosiddetta ‘iniziativa contro il morbillo’ – il programma promosso dalle organizzazioni internazionali – è confrontata a un finanziario di circa 40 milioni di euro.
Il morbillo è una delle malattie più contagiose e una delle più letali per i bambini.
fonte www.misna.org
PIÙ VACCINAZIONI PER CONTRASTARE DIFFUSIONE POLIOMIELITE
14 dicembre 2009
Insufficienti campagne di vaccinazione hanno causato un passo indietro nella lotta alla poliomielite portando da 13 a 19 il numero dei paesi africani colpiti nel 2009 da questa malattia che si trasmette per via orale e che, nei casi più gravi, può provocare paralisi irreversibili.
Lo hanno sottolineato i 150 delegati di vari paesi africani da oggi riuniti ad Harare per una conferenza sulle vaccinazioni infantili in Africa promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Nella capitale dello Zimbabwe, i delegati hanno espresso preoccupazione per la ricomparsa della malattia in paesi in cui era stata sconfitta, citando in particolare i casi di Angola, Ciad, Repubblica democratica del Congo e Nigeria.
“Occorre aumentare gli investimenti dei singoli paesi per la prevenzione – ha detto il direttore regionale dell’Oms in Africa, Louis Gomes Sambo – e occorre un maggior contributo della comunità internazionale in questo senso”. Secondo stime correnti, il 74% dei minori in Africa è vaccinato contro la poliomielite, un tasso ancora inferiore però alle reali esigenze del continente.
fonte www.misna.org
WOMEN ACTIVISTS DISSATISFIED WITH DOMESTIC VIOLENCE LAW
14 december 2009
The new law against gender-based violence will not stop abuse against women if the root causes of mistreatment are not addressed, women rights activists have warned.
Prof. Sylvia Tamale, the dean of the Faculty of Law at Makerere University, said the law does not address structural and institutional issues relating to gender-based violence. “It is merely reactive and is inept to prevent the root causes of domestic violence” she said. Tamale was speaking at the Nora’s Sisters Dialogue on the rights and roles of women at Makerere University on Friday. Presenting a paper on ‘Domestic Violence and Gender Relations in Contemporary Uganda’ Tamale said while the law attempts to create harmony and peace within families, it does not elevate women to top positions in society.
She argued that for any law to address violence against women, it must first deal with the powerful sexist cultural values and patriarchal power relations. “Hot temper or alcohol abuse, for example, may facilitate incidents of domestic violence, but neither of them is by any means the underlying reason for the abuse” Tamale said.
She urged the Government to sensitise the public on the prejudices, stereotypes, biases, misinformation and myths about women in society.
Miria Matembe, a renown women’ rights activist, said the best way for women to advocate for their rights was through negotiation. “I don’t support the idea that gender equality and women empowerment should be attained at the cost of the family” she said.
The Norwegian ambassador, Bjorg Leite, said Uganda had created an enabling environment to fight discrimination against women.
fonte www.allafrica.com – Taddeo Bwambale
‘CUCINE SICURE’ PER PROTEGGERE DONNE E AMBIENTE
16 dicembre 2009
Cucine ecologiche vantaggiose per l’ambiente e per la salute, ma anche utili per la promozione e la difesa delle donne, soprattutto in Africa: è l’iniziativa presentata oggi a Copenhagen che prevede l’introduzione di fornelli a basso consumo energetico in alcune comunità dell’Uganda e del Sudan, nell’ambito di un progetto pilota.
Secondo i promotori dell’iniziativa, tra cui il Programma alimentare mondiale dell’Onu (Pam) “Le cucine a basso impatto ambientale proteggono la natura poiché richiedono un minor consumo di legna. Il loro utilizzo può portare a una riduzione del 50% della legna raccolta nel nord Darfur, combattendo così la deforestazione e limitando l’esposizione delle donne a possibili violenze”. Nei villaggi, sono spesso le donne e le bambine a doversi spostare per raccogliere legna nei campi e nelle foreste, ma anche in zone inaridite dalla siccità, rischiando per strada di essere vittime di abusi o violenze.
“Allo stesso tempo – sottolinea il Pam – il forte consumo di legna è all’origine di una deforestazione che non conosce tregua”. Inoltre, i nuovi fornelli, permettono di ridurre anche le insalubri emissioni di fumo dei tradizionali fuochi all’aperto. “Con queste cucine – ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam – le donne diventano anche loro protagoniste nella battaglia contro il cambiamento climatico e la fame, permettendo anche alle comunità di trovare soluzioni pratiche, immediate e sostenibili”.
fonte www.misna.org
ELEZIONI: PARTITO DI GOVERNO SCEGLIE MUSEVENI PER SUCCEDERE A SE STESSO
30 dicembre 2009
Il Comitato centrale del partito di governo ugandese, Movimento nazionale di resistenza (Nrm), ha confermato il presidente in carica Yoweri Museveni come proprio candidato alle prossime elezioni politiche previste nel 2011.
Lo ha annunciato il capogruppo del partito in Parlamento, precisando che “all’unanimità” il comitato centrale del Nrm ha indicato che “la leadership del presidente Museveni deve continuare anche dopo il 2011”. La nomina dovrà essere ratificata dal prossimo Congresso del partito, ma sono in pochi ad attendersi sorprese. Museveni, che non ha ancora espresso pubblicamente la volontà di ricandidarsi, è comunque indicato come il grande favorito del prossimo appuntamento elettorale.
Al potere dal 1986, quando prese il controllo del paese mettendo fine agli anni delle dittature di Idi Amin e Milton Obote, il governo Museveni fu duramente contestato nelle scorse elezioni (2005) per aver eliminato il limite di due mandati consecutivi alla presidenza. In vista del prossimo appuntamento con le urne l’opposizione potrebbe però presentarsi in un fronte compatto esprimendo un unico candidato per tutte le formazioni della minoranza.
fonte www.misna.org
VERSO ELEZIONI, VESCOVI CRISTIANI INVITANO A RESPONSABILITÀ E CORRETTEZZA
30 dicembre 2009
In preparazione delle elezioni generali del 2011 i capi religiosi cristiani hanno diffuso una lunga lettera pastorale con una serie di raccomandazioni affinché le consultazioni popolari si svolgano in modo libero, corretto e credibile. Il documento, elaborato dal Consiglio Cristiano Unito d’Uganda, che riunisce le Chiese cattolica, anglicana e ortodossa, vuole evidenziare semplicemente ciò che già è stabilito dalla Costituzione, hanno precisato i firmatari. In più, i vescovi ugandesi sollecitano tutti gli aventi diritti al voto a iscriversi nelle liste degli elettori e a partecipare alle elezioni come “atto di patriottismo”, dando la propria preferenza in modo responsabile senza seguire il cosiddetto ‘voto di scambio’ una pratica “pericolosa” per il paese.
“Non vogliamo vedere ripetersi irregolarità come la privazione del diritto di esercizio del voto, non adempimento ai dettami costituzionali, anomalie nella registrazione dei votanti e scarso controllo” ha detto l’arcivescovo ortodosso Jonah Lwanga che presiede il Consiglio.
I presuli sollecitano il governo a finanziare adeguatamente la Commissione elettorale e ad approvare le riforma elettorali entro il prossimo febbraio, così che ci sia il tempo adeguato per informare ed educare i votanti sulle nuove regole; chiedono inoltre che le carte d’identità siano rilasciate a tutti gli aventi diritto molto prima dell’avvio delle registrazioni elettorali in modo da garantire che partecipino solo i cittadini ugandesi.
Dopo le elezioni del 2006, l’opposizione consegnò diverse denunce di presunte malversazioni alla Corte Suprema la quale ammise l’esistenza di irregolarità ma non tali e tante da giustificare l’annullamento del voto. Pur condividendo l’opinione sulla necessità di contrastare le irregolarità e l’estorsione di voti con la violenza o la corruzione, i vescovi hanno chiesto ai partiti di opposizione di non boicottare le attività della commissione elettorale che criticano per inefficienza e parzialità.
La lettera pastorale di 16 pagine, intitolata “Verso libere e corrette elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative nel 2011” è stata firmata dall’arcivescovo della Chiesa d’Uganda Henry Luke Orombi, dall’arcivescovo ortodosso Jonah Lwanga e dall’arcivescovo cattolico Cyprian Kizito Lwanga.
fonte www.misna.org
TELEFONI CELLULARI PER TUTTI, MA INTERNET È ANCORA PER POCHI
30 dicembre 2009
I contratti di telefonia cellulare in Africa hanno superato tutte le previsioni arrivando a 246 milioni di cellulari alla fine del 2008, con una diffusione che dal 2003 è passata dal 5% a oltre 30%, ed è in costante aumento.
Nell’ultimo rapporto della International Telecommunication union (Itu), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alle telecomunicazioni nel mondo, l’Africa resta il continente con il più alto tasso di crescita nella diffusione dei cellulari, e si conferma anche qui la tendenza mondiale che vede la telefonia mobile soppiantare quella via cavo.
Ma se i ‘telefonini’ sono in rapida diffusione, secondo le statistiche dell’Itu, diffuse in questi giorni da Johannesburg, altrettanto non si può dire di Internet. Attualmente meno del 5% degli africani ha accesso alla rete e la ‘banda larga’ per la telefonia è quasi inesistente.
Secondo gli esperti dell’Itu, a frenare la diffusione di internet, e di tutti i vantaggi che se ne possono ricavare, sarebbero la mancanza di una vera liberalizzazione del mercato e una limitata disponibilità di infrastrutture, come la mancanza di reti cablate e scarso accesso alla banda larga.
Di conseguenza non solo la diffusione di Internet è limitata ma il servizio è anche molto costoso. In alcuni paesi la connessione mensile costa più di uno stipendio medio.
fonte www.misna.org
Cambio valuta: in data 05/01/2010 1 dollaro USA è pari a 1920 scellini ugandesi, 1 Euro è pari a 2768,1661 scellini ugandesi
UgandAbout è un servizio dell’Associazione Italia Uganda Onlus a cura di Simona Meneghelli
Tag:Africa, cucine ecologiche, elezioni, Joseph Kony, Lord's Resistance Army, mine, morbillo, Museveni, poliomielite, siccità, telefonia cellulare, Uganda, vaccinazioni | Posted under UgandAbout | Nessun commento
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