martedì 07 febbraio 2012

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Posts Tagged ‘lavoro’

Why not ? – Festa d’Ognissanti

Sono le 19.00 del 1° Novembre, in Italia è festa, ma qui lo è solo per la Chiesa Cattolica.

Spengo in fretta il computer e corro verso la chiesetta di Radio Maria, a circa due minuti di strada, vado con Pamela che lavora alla contabilità e che con sua mamma fa parte del coro della parrocchia.

Entro, mi siedo e d’improvviso parte il coro a due voci sulle note di “When the Saints Go Marching In”…meraviglioso…inaspettato.

Trattengo a stento lacrime d’emozione, sono l’unica “musungo” e già mi distinguo abbastanza.

Fuori c’è un buio pesto e dentro non c’è molta gente, perché la maggior parte ha già pregato questa mattina molto presto, come Angela, o nel pomeriggio in parrocchia dopo il lavoro, ma la Messa ha la solennità della Messa della domenica. E tutto questo per me è incredibile. Incredibile come queste persone colgano ogni occasione per fare festa insieme. Anche con un semplice canto. Semplice. Non banale.

Ascolto le beatitudini dal Vangelo secondo Matteo nel giorno dei Santi e cerco con insistenza di incrociare gli sguardi dei bambini in vestiti stropicciati, delle loro mamme, degli uomini e delle donne presenti.

Ritorno a casa e riguardo le foto che ho chiesto a Patrick di scattare in mattinata perché oggi avrei voluto raccontarvi la nostra giornata di “festa lavorativa” attraverso i volti e i gesti di chi ogni giorno si prende cura di noi.

Ripenso alla Messa, alla parole del Vangelo nella giornata d’Ognissanti, riguardo le foto di questa mattina e penso, prendendo in prestito le parole di Santa Teresa di Lisieux: “Beate tutte queste persone, questi Santi senza “San”, uomini e donne e bambini che quotidianamente fanno cose ordinarie in maniera straordinaria”

Josca in cucina

Angeyo che stira

Il bucato di Rose

Maria che stende il bucato

Florence

Florence, Dorotea e Baby

Dorotea e Baby

Alice che cuce

Angel, la bambina di Alice

Evelin

Odera, il nostro sarto ufficiale!

...la giornata sta per finire...

serena

Why not ? – Vacanze

Mi alzo poco prima dell’arrivo della luce per ascoltare il silenzio, e poco dopo insieme al primo raggio di sole il canto di Palma scandisce il ritmo dell’inizio della giornata.

Palma sta facendo il bucato.

I bambini sono già partiti per la scuola. Ancora pochi giorni e poi “finalmente” vacanza.

Quest’anno le scuole finiranno prima per una decisione istituzionale comunicata improvvisamente qualche giorno fa.

“Evviva!” ho pensato, immagiando la reazione che i miei compagni ed io avremmo avuto nei panni di studenti della mitica 5D del Liceo Scientifico T. Taramelli.

Vacanze: Sole! Libertà! Divertimento!

Poi mi sono guardata attorno e ho scoperto che l’unica a sorridere ero io……………

Le scuole finiranno prima, che per la maggior parte dei ragazzi significa che prima anche quell’unico pasto al giorno bisognerà sudarselo. Tanto per cambiare.

Qui le vacanze hanno un sapore diverso: sanno di fatica e di lavoro nella speranza di poter racimolare l’ambito montepremi per poter ritornare a scuola il trimestre successivo.

Tutti in coda alla Nursery

Feeding alla St. James Primary School

Lunch Time alla Bishop Cipriano S.S.S.

serena

Why not? – Ricordi

E’ sera e nel buio silenzioso della mia casa italiana affondo la mano nel disordine ormai consolidato del mio armadio: sapore di stoffa intrecciata e confusa che mi riporta al caos del lavoro ai containers fatto a fine settembre.

Lavoro fisico,

dopo un mese intenso passato ad organizzare il lavoro d’ufficio. Una necessità per me.

Lavoro con i ragazzi di Padre John. Ad aprire, svuotare, catalogare ed organizzare i “doni” del nostro mondo.

Risento la rabbia, a tratti vergogna, nel vedere che troppo spesso consideriamo l’Africa la spazzatura del mondo e troppo spesso vogliamo trasformare la nostra superficialità in un gesto di generosità.

Ma improvvisamente ricordo il sorriso, nel vedere l’eccitazione di chi comunque stava davanti a quel container chiuso: un grande pacco da aprire in un quasi Natale fuori tempo.

E ancora il sorriso, nell’assistere al via vai di occhi luccicanti per la gioia di indossare, ad ogni dentroefuori dal magico scatolone, sempre un pezzo in più di quella stessa intrecciata e confusa stoffa a cui il nuovo uso ridonava respiro

serena

Why not? – Scende la sera

Angelo e i ragazzi al lavoro

Angelo e i ragazzi al lavoro

Quello appena trascorso è stato un bel pomeriggio domenicale di lavoro!

Insieme ad Angelo e ad alcuni ragazzi siamo andati ai containers a sistemare e a catalogare le piastrelle che ci sono state inviate dall’Italia e che successivamente andranno posate nei vari cantieri che Padre John sta costruendo: l’ultimazione del Benedict Medical Centre che verrà inaugurato domenica prossima, l’ampliamento della scuola Day Section Bishop Cipriano Kihangire, la nuova casa dei ragazzi orfani soprannominata “New Kabul” – in seguito vi racconterò il perché di questo nome, le nuove stanze delle ragazze orfane qui in missione e la nuova chiesa.

Abbiamo contato, scelto, diviso e rimpacchettato al suono della musica che sentivamo nell’aria – all’inizio accolta con grande entusiasmo, a fine giornata non ne potevamo più! – al ritmo delle battute di Angelo e alle risate dei ragazzi.

Il sole che per tutto il giorno ci ha fatto sentire la sua zenitale presenza, pian piano lascia spazio alla brezza della sera. La musica diventa un sottofondo quasi impercettibile sopraffatta dal silenzio prima e dalla preghiera tutti insieme nel cortile di casa poi. E come in un canto fatto da un coro di solisti, una prima ragazza da’ il La per alternarsi con gli altri suoi compagni al passaggio del testimone – la corona del rosario – sotto la guida sempre vigile e paterna di Padre John, seduto un po’ in disparte questa sera, come a voler osservare i suoi ragazzi.

La preghiera termina, la campanella della cena suona, e la mezza luna a simboleggiare la fine di questa giornata splende sopra di noi.

mezzaluna

mezzaluna

serena

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