Posts Tagged ‘Natale’
Why not ? – Primo Dicembre Zero Dieci
Last Updated on mercoledì, 1 dicembre 2010 08:18 Written by Serena Ragni mercoledì, 1 dicembre 2010 08:18
“La bellezza di una vita parte dalla bellezza di un incontro”, scrisse Padre Stefano dell’Abbazia di Sant’Antimo qualche tempo fa. E pensavo proprio a queste parole nel vivere con i ragazzi gli ultimi giorni della scuola che aprono il tempo dell’Avvento.
Ad un mese esatto dalla vigilia di Natale gli studenti della Boarding School cantano e danzano mostrando la loro gioia, il loro cuore, in attesa di quello che sarà in ogni caso un giorno di festa.
Non sarà importante quello che riceveranno, se mai riceveranno, e non sarà importante se la tavola sarà ricca o povera. Sarà comunque festa e già questa sera ce ne danno esempio.
I gruppi delle diverse classi si avvicendano sul palco in una competizione che vedrà tutti vittoriosi, e la coppa del vincitore passerà di mano in mano a testimoniare: “Siamo una cosa sola!”.
Tagliamo la torta e mi sembra tutto così grandioso che il piccolo dolce davanti a me si trasforma nel più grande e buono mai assaggiato.
Mi chiedono di parlare, ma declino timidamente e cortesemente perché davanti alla bellezza di tutti questi ragazzi rischierei di sembrare banale.
Per il giorno successivo invece, gli studenti della Day Section hanno organizzato una partita di calcio all’Upper Prison di Luzira, il carcere di massima sicurezza.
Insieme, sorretti e sollecitati da una mail di Padre John, avevamo preparato alcuni “doni” da portare ai detenuti: qualche paio di scarpe da calcio, alcuni palloni, alcune magliette e un piccolo trofeo.
Di corsa, perché come al solito in ritardo, siamo arrivati alle prigioni dove un’accoglienza inaspettata ci ha sorpresi.
Tutti i detenuti erano attorno al campo e alcuni avevano preparato una danza che ha dato il via alla partita terminata con un grandissimo e sudatissimo (sicuramente per la squadra dei nostri ragazzi!) pareggio.
Al termine ci siamo disposti tutti insieme ad ascoltare le parole di uno dei detenuti, del direttore degli studi della nostra scuola, dell’ Headmaster della scuola delle prigioni, e di uno dei nostri studenti.
Ho provato un brivido lungo la schiena alle parole dell’Headmaster : “ Questa è la prima volta nella storia delle prigioni dell’Uganda che una squadra di detenuti gioca con una squadra esterna”.
Ho provato orgoglio nel sapere della collaborazione tra la nostra scuola e la scuola delle prigioni e ho provato orgoglio che la prima scuola ad entrare in una prigione fosse proprio la BCK SSS.
Ho sentito più del solito - se possibile! - la mancanza di Padre John perchè avrei voluto fosse qui con noi, come avrei voluto fosse alla festa di chiusura della Parriet School, quella stessa che l’anno scorso ha rischiato di chiudere.
I bambini sulle tracce dei fratelli maggiori hanno dato vita e colore al tempo dell’Avvento: dall’ asilo all’ultimo anno della Primary, passando attraverso la graduation dei piccoli che con il prossimo anno per diritto di “anzianità” varcheranno la soglia della scuola dei grandi.
Ho applaudito con tutta la forza che avevo e cantato canzoni che non conoscevo nel tentativo di mostrare il mio essere fiera di loro, nel tentativo di ringraziarli tutti , in particolare quelli più piccoli che hanno chiuso questi tre giorni di festa e che con la loro gratuita e spontanea bellezza sono riusciti a rendere più bella anche la mia vita.
serena
Why not? – Ritorno in Italia
Last Updated on sabato, 26 giugno 2010 10:06 Written by Serena Ragni giovedì, 24 dicembre 2009 02:26
L’Africa è stata per me terra di sentimenti forti e profondi : di gioia, di dolore, di riso e di pianto, di ansia di non essere all’altezza, di speranza per i nuovi progetti, di sconforto e di grande energia, di contrasti e di amicizia.
Terra del tutto e del niente. Dell’Inferno e del Paradiso. Terra di amicizia, di accoglienza e di calore.
Terra di grande umanità.
La prima domanda che mi è stata fatta al ritorno è stata : “Tornerai?”
…e io non ho saputo rispondere…adesso ho solo bisogno di fermarmi a pensare su ciò che ho vissuto.

Affinché le nostre mani non tocchino mai più
pance gonfie di niente.
Affinché i nostri occhi non incontrino mai più
gli occhi di chi ha fame.
Affinché tutti i bambini del mondo
possano crescere in tempo di pace.
Che significa avere cibo.
Che significa avere una casa, una famiglia.
Che significa andare a scuola.
Che sia davvero un Natale di condivisione.
Perché la Gioia,
come la Pace,
come l’Amore,
si vivono solo condividendoli.
serena
Why not? – Sulle tracce del Natale
Last Updated on sabato, 26 giugno 2010 10:08 Written by Serena Ragni martedì, 15 dicembre 2009 12:03
Questo sole caldo di dicembre inganna la percezione che ho del Natale. Mi aggiro per le strade di Luzira cercando qualche traccia della festa che si avvicina. Ma cosa sto cercando? Alberi di Natale decorati? Luci ad intermittenza ad illuminare la notte? Bambini che impazienti per l’arrivo dei regali stanno con i nasi appiccicati alle vetrine dei negozi di vie febbricitanti di gente in corsa?
Sono questi i segni dell’arrivo del Natale?
Mi aggiro per le strade di Luzira a dieci giorni dal Natale e ritrovo lo stesso ritmo di tutti i giorni: bambini che sorridono, che lavorano, che cercano, che sperano.
In questi giorni il dolore si fa più acuto pensando a tutto quello che abbiamo e che ho, e al niente di questi bambini. E ancora una volta mi domando il perchè…





serena
Tag:bambini, Natale, tracce | Posted under Why not? | 2 commenti
Why not? – Tempo d'Avvento. Tempo di speranze
Last Updated on sabato, 26 giugno 2010 10:09 Written by Serena Ragni martedì, 1 dicembre 2009 11:29

I ragazzi della Missione di Padre John
“Prima di tutto Natale per me è il giorno in cui mio papà e due dei miei fratelli sono stati uccisi e bruciati dall’esercito della Lord’s Resistance Army nel villaggio ad Amuru, nel nord. Io non festeggio il Natale in modo normale. Questo è perché ogni anno quando arriva il Natale il mio desiderio è di avere un fucile e andare nel bosco a rivendicare il papà e i miei fratelli….ma poi prego che il Nuovo Anno possa regalare un cuore buono a tutti. Nel 2010 vorrei riuscire a conseguire il diploma di meccanico… e poi vorrei un mondo in cui possiamo vivere in pace…” A.D.K, 23 anni
“Io desidero un vestito nuovo e un paio di scarpe nuove! E vorrei qualcuno a casa con cui dividere il pranzo di Natale e condividere questo giorno. L’anno prossimo vorrei migliorare i miei risultati scolastici e diventare il miglior alunno della scuola!” K.J. 15 anni
“Io desidero completare con successo i miei studi e lavorare duramente per il mio futuro. E spero che il nuovo anno mi regali tanta salute!”. S.A.N. 16 anni
“I miei obiettivi per il Nuovo Anno sono di essere promosso e di riuscire ad avere una bicicletta per poter andare a scuola. Io spero che il 2010 mi porti tanto successo!” K.E., 16 anni
“Io desidero che il mio angelo custode si prenda cura di me. Desidero pace e armonia nella nostra casa e nel mondo. Spero di riuscire sempre a essere rispettoso specialmente con le persone che si prendono cura di me dandomi tutto il necessario. Ma soprattutto vorrei lavorare duramente per poter eccellere a scuola e cambiare la mia vita nella speranza, in futuro, di poter condividere quello che ho con i miei amici e potermi fare carico dei loro problemi.” A.T., 16 anni
Conclude Princess che, correndo ad abbracciare Padre John, dice: “Io per Natale vorrei…POLLO E PATATINE!”

Princess e Padre John
Mentre noi vorremmo con tutto il nostro cuore riuscire a garantire anche per l’anno prossimo cibo e scuola per tutti i nostri ragazzi e per tanti altri ancora, soprattutto per tutti quei bambini per i quali sperare e sognare è ancora un lusso…..e ci impegneremo per questo.

...bambini di strada a Kampala...
serena
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