martedì 07 febbraio 2012

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Posts Tagged ‘partenza’

Finalmente le vacanze!

Gli ultimi esami prima delle vacanze

Sono iniziate anche per i nostri studenti ugandesi, con qualche giorno di anticipo rispetto al calendario italiano, le vacanze di Pasqua, che sanciscono la fine del primo trimestre.

Gli ultimi giorni prima del sospirato riposo sono stati occupati dagli esami di fine trimestre. In questa foto, scattata proprio durante gli ultimi esami, potete vedere quanto impegno i nostri ragazzi abbiano messo in questa attività. Tutte le teste e gli sguardi sono chini sul foglio, le mani impegnate a scrivere; sembra di sentire l’agitazione di ognuno di loro per il tempo che scorre e l’ansia per le risposte che ancora mancano.

Tutti pronti per partire!

E poi finalmente, dopo la consegna dell’ultimo foglio di verifica, i nostri studenti hanno potuto pensare alle vacanze e alla Pasqua imminente: i ragazzi che vengono da fuori raccolgono i propri vestiti, le coperte e perfino i materassi e, chi a piedi, chi in bicicletta, chi con un bus, ad uno ad uno prendono la strada di casa, felici di poter trascorrere qualche giorno con le proprie famiglie.

Famiglie magari intese in un’accezione diversa da quella che diamo noi al termine. Famiglie spesso allargate, o composte soltanto da parenti lontani perchè i più prossimi non ci sono più, o da persone che non hanno legami di sangue con loro, ma che, per l’affetto che provano nei loro confronti, i ragazzi considerano tali in tutti i sensi.

A piedi verso casa ...

Ho pensato di chiudere l’articolo con la foto di questa studentessa della BCK che cammina di spalle, trascinando le sue valigie: al momento dello scatto si trova ancora nel cortile della scuola e la strada davanti a lei è certamente lunga,  ma non ci sono dubbi che riuscirà a percorrerla tutta e a raggiungere il suo villaggio, con calma e determinazione. E per Pasqua sarà a casa a festeggiare insieme con la sua famiglia.

Sembra un po’ la metafora della vita di questi ragazzi: dura, impervia, certo non semplice, ma, anche con il nostro aiuto, proiettata verso un futuro diverso e sicuramente migliore.

E’ proprio con questa immagine e con quello che rappresenta che auguro a tutti i lettori del blog una Buona Pasqua con il cuore!

Why not ? – Ultima sera

E’ da poco passata la mezzanotte, tra circa ventiquattro ore l’aereo della British mi riporterà in Italia.

Siamo stati a parlare nel cortile di casa dopo cena, con Padre John, Ettore, Angela, Angelo, Andrea e Silvia, mentre Padre Larem sta riposando nella sua camera.

Saluto Okello, che domani raggiungerà Jennifer e i suoi bambini al villaggio: uno sguardo dritto nei nostri occhi lucidi, un forte abbraccio e poi le sue parole quasi sussurrate: “Come back”.

E’ stata una giornata ricca di forti emozioni. Fino a ieri abbiamo cercato di evitare tutti l’argomento partenza, lavorando e vivendo insieme come se questo giorno non dovesse mai arrivare.

Ma il momento di fare le valigie è adesso.

Lentamente e faticosamente ci si avvicina per i primi saluti.

Arrivano Davide, Giulia, Leonardo e Ilaria per il pranzo. Cerchiamo di sdrammatizzare e di scherzare, anche se Davide sa bene cosa significa partire. Partire dall’Africa.

Ci salutiamo con la promessa che ci manterremo in contatto e ci rivedremo presto …”Almeno per l’inaugurazione del centro sportivo”, dice Davide.

Poi arriva Rose con la sua dolcezza. Ha in mano un biglietto di auguri e un regalino.

Cerco di essere forte posticipando i saluti all’indomani dopo la Messa ma vacillo sempre più. Cerco di lavorare, di fare qualcosa, ma non riesco a fare niente. Nemmeno le valigie. Sto girando a vuoto.

Passa Sarah. Ci abbracciamo e piangiamo.

Passa Angela. Ci guardiamo e decidiamo di rimandare a domani qualunque cosa. In quest’ultima settimana non abbiamo avuto la forza di stare insieme da sole nemmeno un minuto.

Passa Padre John e solo a guardarlo le lacrime mi rigano il viso senza controllo.

Dorotea mi parla in Acholi. Capto solo la parola Italia e capisco che si riferisce alla partenza.

Patrick arriva con il suo biglietto mentre Apollonia mi porta una collana e un paio di orecchini e un porta monete per mio fratello.

Ronald mi regala il libro della sua tesi, un pacchetto colorato per me, un regalo per la mamma e un dono per mio nipote Leonardo. Arriva anche suo fratello John, con un rosario in legno e un paio di bellissimi sandali africani.

Ivan, uno dei ragazzi di Kabul, bussa timidamente alla porta con in mano una lettera. Qualche giorno fa era entrato nella mia camera/ufficio dicendomi che aveva sentito “rumors” sulla mia imminente partenza e voleva una voce ufficiale, mentre il suo compagno Felix, ha deciso di ritardare le vacanze al villaggio : “Andrò dopo di te”, mi dice sorridendo.

Provo un senso di gratitudine immensa per tutte queste persone meravigliose, per tutto quello che abbiamo vissuto insieme e per quello che hanno fatto per me, gratuitamente e spontaneamente.

A cominciare da Padre John :

Per il Suo esempio di Fede, di Umanità e di Intelligenza

Per la Sua pazienza e anche per il Suo perderla e ritrovarla nel giro di pochi secondi

Per il Suo modo di ascoltare

Per il Suo coraggio e temperamento

Per il Suo essere instancabile

Per il Suo silenzio e per le Sue parole vere e forti

Per il Suo saper comprendere

Per la Sua accoglienza

Per la Sua Fiducia a prescindere

E per la Sua capacità di perdonare

Per tutto questo ringrazio dal più profondo del mio cuore e chiedo umilmente perdono per gli errori commessi e soprattutto per quello che avrei potuto fare e che non ho fatto.

serena

P.S.

Ultima sera… Forse…ho saputo ora che il volo per Londra è stato cancellato…

Why not? – Di nuovo partenza

Faccio le valigie di corsa come sempre e come sempre mi dico che dovevo pensarci prima, e superato il momento di panico per aver smarrito il biglietto aereo (!) finalmente con mio fratello mi incammino verso l’aeroporto di Milano Linate. Ma una volta arrivati è ancora strada in salita!

La signora del check-in è la più scontrosa tra le persone che avrei potuto incontrare.

I bagagli pronti per essere spediti sono troppo pesanti, mentre sul bagaglio a mano la signora è ancora più rigida : “Per me non va bene, se poi avrà problemi rischia di perdere il volo”…iniziamo bene…

Mi armo di tutta la pazienza possibile, pago i tre Kg in eccesso e passo incolume il controllo bagaglio a mano.

Viaggio da Amsterdam ad Entebbe con a fianco un ragazzo ugandese che dopo avermi fatto un breve escursus sulla storia del suo paese, ricorda gli anni di padre John trascorsi a Gulu.

Al termine del viaggio mi regala un evidenziatore “speciale” in segno di gratitudine per il viaggio fatto insieme.

Comincio a riassaporare l’accoglienza africana.

Okello mi sta aspettando in aeroporto insieme a Padre Silvano e ad altre quattro persone che passeranno la notte a casa di Padre John in attesa di ripartire per il Congo la mattina successiva.

Arrivata a casa ho la sensazione di essere stata via solo pochi giorni.

Tutto è così familiare…la mia stanza è come l’avevo lasciata, la casa è sempre piena di gente che va e che viene e il ritmo è sempre lo stesso; infatti sono riuscita i disfare i bagagli solo due giorni dopo!

Oggi è lunedì 22 Marzo e il cammino riparte, con lo stesso spirito di sette mesi fa, un misto tra gratitudine, timore e speranza.

serena

Why not? – Partenze e Arrivi

Partenza 2008: La demolizione della prima casa dei ragazzi orfani di Padre John…”Kabul”

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La demolizione della vecchia casa... Kabul

I ragazzi avevano chiamato scherzosamente Kabul la loro casa perché vivere lì significava essere dei veri e propri eroi! Era nata nel 2004, in una vecchia casa atta ad ospitare una famiglia di 8 persone, ma i ragazzi orfani erano ben 46…46 maschi! Il loro motto era : “What doesn’t kill you, makes you stronger”.
Anno dopo anno Padre John cercava di migliorarne le condizioni, ma lo spazio era comunque insufficiente per ospitarli tutti. Oggi sono 54 i ragazzi di “Kabul Boys”…come si chiamano tra di loro.
Così l’anno scorso Kabul fu definitivamente abbattuto per lasciar spazio ad una nuova e più grande struttura. Con le stanze tutte con il bagno! E la biblioteca!
I ragazzi al momento, vivono in una casa parrocchiale che Padre John ha adeguato per la loro sistemazione temporanea. Casa temporanea ma che hanno già fatto propria al punto di soprannominarla – data la vicinanza con la chiesa – “Vatican”! Da Kabul a Vatican…un bel salto!

I ragazzi di Kabul sono ragazzi speciali. Hanno una marcia in più. C’è chi ha già finito l’università e chi ancora sta studiando. Hanno superato molte difficoltà, insieme, si sono protetti e sostenuti a vicenda sentendosi fratelli. Si sono inventati la loro Luce a dispetto dell’energia elettrica che nemmeno c’era. Hanno scherzato, studiato e sperato. Sono stati coraggiosi perché hanno avuto un grande esempio: Padre John, l’uomo più coraggioso mai conosciuto! E hanno avuto ragione: tra pochi mesi avranno una casa nuova. Grazie all’aiuto di una mamma italiana che con la sua generosità e il suo amore ha voluto far rivivere il proprio figlio nella vitalità di ognuno di questi ragazzi.

Arrivo 2009: New Kabul…o New Vatican o (addirittura!) Milan?

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Il cantiere della nuova casa

serena

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