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Il sostegno a distanza visto da Kampala
Last Updated on mercoledì, 18 gennaio 2012 11:31 Written by Greta Granzini martedì, 17 gennaio 2012 10:43
Ciao! Il mio post di oggi è ovviamente destinato a tutti voi, ma vorrei dedicarlo in particolare a coloro che sostengono un bimbo ugandese a distanza. Tra poco capirete perchè.
Spesso coloro che hanno un piccolo sostenuto a distanza ci fanno, giustamente, un sacco di domande: “Ma come selezionate i bambini da aiutare?” “Oltre a mandarli a scuola, con il nostro sostegno cosa gli assicuriamo?”, “Come raccogliete le informazioni sugli studenti?”…dubbi e curiosità legittimi, a cui forse le immagini che ho scelto di mostrarvi oggi potranno rispondere più di tante parole.
Infatti proprio in questi giorni, in cui non c’è scuola perchè è finito l’anno scolastico (che segue il calendario inglese), i bimbi sostenuti a distanza vanno in missione per portare la pagella finale a Padre John.
Jilda, Molly e Sarah, le nostre colleghe ugandesi, parlano poi con ciascun bambino, cercano di capire come va a scuola e in famiglia e se c’è qualche difficoltà che possono risolvere insieme. Infine ci inviano (anzi inviano a Simona, la responsabile del sostegno a distanza qui in Italia) tutte le informazioni raccolte, una foto aggiornata e la pagella finale, che noi giriamo ai rispettivi sostenitori.
Purtroppo però nel quartiere ci sono decine di bimbi che non possono ancora studiare perchè le loro famiglie sono troppo povere. Anche loro in questi giorni stanno andando in missione per chiedere un aiuto a Padre John. Li vedete nella foto qui sopra: sono davvero tanti e ogni giorno la fila si allunga!
Per questo abbiamo bisogno anche di voi…vi va di darci una mano a trovargli un sostenitore? Basta poco…passate parola, parlatene con i vostri parenti, amici o colleghi e invitateli ad attivare un sostegno a distanza: insieme potremo realizzare il loro sogno di questi bambini di andare a scuola!
Vi ringrazio già in anticipo per quanto potrete fare e….speriamo che i prossimo anno anche tutti i bimbi che ora sono in fila in attesa davanti alla porta della missione possano portare orgogliosi la loro pagella a Padre John!
Tag:bambini, missione, padre John, scuola, sostegno a distanza | Posted under Carpe diem | Nessun commento
Oggi vi parlerò di Rita
Last Updated on venerdì, 16 dicembre 2011 11:43 Written by Greta Granzini venerdì, 16 dicembre 2011 11:43
Ciao a tutti!
Ho pensato che forse il modo migliore per raccontarvi i nostri progetti in Uganda è quello di farvi conoscere un po’ più da vicino i bimbi e i ragazzi che, grazie al vostro aiuto, aiutiamo ogni giorno: chi sono, come vivono, i loro sogni, i loro desideri per il futuro. Per questo oggi vi parlerò di Rita … sembra una storia inventata perchè pare impossibile che possano esistere simili situazioni, però vi assicuro che, tranne il nome della bimba (che ho modificato per rispettare la sua privacy), il resto è tutto vero!
Rita ha 11 anni e un sogno: quello di diventare infermiera.
Ma la sua vita fin da subito non è stata facile: la mamma è morta quando lei era piccola e suo padre poco dopo si è risposato. Dal nuovo matrimonio ha avuto 5 figli, tutti maschi. Da alcuni anni però anche lui li ha abbandonati: non sanno più niente di lui, nemmeno se sia ancora vivo.
Così Rita vive con i 5 fratellini e la matrigna, che non la considera come figlia sua e che da quando il padre se n’è andato ha iniziato a privarla di tutto, anche del cibo quotidiano.
Rita sopravvive solo grazie ai pasti che riceve a scuola.
Nei giorni in cui non c’è scuola scappa di casa e va a mangiare dalla nonna, che vorrebbe tenerla con sé ma è troppo malata per occuparsi di una bambina di 11 anni. Ma se la moglie di suo padre scopre che è uscita di nascosto, al suo ritorno la picchia e non la fa più uscire.
Rita poi frequenta la stessa classe di uno dei suoi fratellastri e, ogni volta che ottiene voti più alti dei suoi, la matrigna le strappa la pagella e non la fa più andare a scuola per giorni. Inoltre si rifiuta di pagarle le tasse scolastiche, ma per Rita lasciare la scuola vorrebbe dire dover rinunciare al suo sogno … oltre a non avere più nulla da mangiare!
Per alcuni mesi il Preside si è preso a cuore la sua storia e le ha permesso di continuare ad andare a scuola anche se non poteva pagare la retta: ora però ha chiesto aiuto alla missione di Padre John perché la inserisse nel nostro programma di sostegno a distanza.
In questo modo Rita non soltanto potrà continuare ad andare a scuola e ricevere pasti caldi ogni giorno, ma sarà seguita in ogni aspetto della sua vita: avrà scarpe, vestiti, una divisa nuova e tutto il materiale per studiare, riceverà cure mediche se si ammalerà, sarà accolta nelle nostre case se la matrigna dovesse picchiarla di nuovo o cacciarla di casa.
Quando ha saputo che dopo le vacanze natalizie inizierà ad essere sostenuta a distanza, Rita è tornata a sorridere: potrà tornare a scuola e sperare così di coronare il suo sogno di diventare infermiera e aiutare tante altre persone meno fortunate.
A Luzira ci sono migliaia di bambini come Rita, che non hanno nulla ma hanno tanti sogni per il loro futuro e … è davvero bello sapere tutti insieme possiamo aiutarli a realizzarli!!!
Tag:bambini, missione, pasti, scuola, Uganda | Posted under Carpe diem | Nessun commento
Che bella la “nuova” scuola!
Last Updated on venerdì, 23 settembre 2011 10:36 Written by Greta Granzini venerdì, 23 settembre 2011 10:36
Qualche mese fa vi ho raccontato della Parriet School, che ora si chiama Bishop Cipriano Kihangire Primary School. Questa scuola elementare di Luzira rischiava di chiudere e finire all’asta, lasciando i bimbi che la frequentavano in mezzo a una strada, ma grazie alle vostre donazioni e alle firme per il 5 per Mille dello scorso anno, insieme a Padre John abbiamo potuto rilevarla e riaprirla.
Vi avevo lasciati descrivendovi i lavori di ristrutturazione iniziati da poco e necessari per mettere in sicurezza le strutture…ma soprattutto i bambini! Siamo partiti con gli interventi più indispensabili, per esempio abbiamo rifatto i controsoffitti e risistemato il muro di cinta e lo abbiamo costruito ex novo nelle parti dove prima non c’era…pensate ai rischi per i circa 150 bimbi che la notte dormivano a scuola!!
Ebbene, oggi sono felice di dirvi che approfittando della sospensione delle lezioni per le vacanze estive abbiamo finito di tinteggiare i muri esterni di tutti gli edifici con le aule e gli uffici, e con questi ultimi lavori abbiamo quasi terminato la risistemazione delle strutture principali.
Speriamo di poter iniziare presto anche i rifacimenti dei bagni (che sono fatiscenti, per quanto abbiano su tutti i muri degli “affreschi” molto colorati e divertenti che insegnano ai bambini come usare la toilette!!) e la costruzione di dormitori più spaziosi sul retro della scuola. Voi stessi potete rendervi conto dalla foto di come gli attuali dormitori siano ormai super-affollati, oltre che cadenti…e avere stanze più spaziose significherebbe poter dare a tanti altri bambini, che magari vivono lontani, la possibilità di vivere qui e quindi di andare a scuola.
Certo, l’impegno necessario è molto: ma in tanti hanno già accolto il nostro appello e ci hanno dato una mano per ristrutturare la scuola, e sono sicura che in molti altri ancora risponderanno nelle prossime settimane. A tutti loro, a tutti voi, va il mio grazie più sincero…ma soprattutto quello di tutti i bimbi e le bimbe che ci aiuterete ad aiutare!
Tag:Kampala, padre John, scuola, studenti, Uganda | Posted under Carpe diem | Commenti disabilitati
Giovedì 28 luglio: la Bishop Cipriano Kihangire Primary School
Last Updated on martedì, 23 agosto 2011 10:15 Written by Greta Granzini martedì, 23 agosto 2011 10:15
Giovedì. Stamattina le risa dei bambini che andavano a scuola sono arrivate ovattate come in un sogno. Ci svegliamo riposati come non succede mai quando siamo a casa. Il programma di oggi prevede la visita alla Parriet … ehm, volevo dire Bishop Cipriano Kihangire Primary School, nella mattinata. Ci accompagna Vincent.
I miei compagni di viaggio rimangono estasiati dalla scuola. E’ davvero accogliente, con il cortile centrale erboso e tanto spazio per correre e giocare. Oltre alla Primary, ci sono anche tre classi di Nursery. Come al solito, i più piccoli ci accolgono con canti e balletti, oltre che con giganteschi e nerissimi occhi spalancati e con sorrisi che conquisterebbero chiunque.
Vediamo i dormitori: ci sono oltre 140 letti a castello di tre piani stipati in alcune stanze che dovrebbero essere aule scolastiche. Lo spazio è ridotto ai minimi termini, eppure i bambini che dormono qui sono fortunati, perchè hanno un tetto sopra la testa, un materasso e coperte calde sotto cui riposare. Chissà quanti bambini vorrebbero essere al loro posto, e invece sono costretti a dormire per strada!!
Le aule sono affollate, ma non quanto alla scuola primaria governativa. La classe più numerosa è di 91 alunni … mentre alla St. James alcune sono anche il doppio! Comunque con la associazione Italia Uganda abbiamo già iniziato la ristrutturazione della scuola, e nei prossimi mesi oltre ai dormitori nuovi cercheremo anche di costruire più aule, così che per ogni classe si possano fare almeno due sezioni!
Curiosiamo in cucina (siamo arrivati all’incirca all’intervallo e stanno già distribuendo bicchieri di porridge a tutti i bimbi, a cominciare da quelli della Nursery) … il menu del pranzo di oggi è polenta e fagioli, ma ci dicono che nel corso della settimana i cibi variano molto, e spesso vengono distribuiti anche riso, patate dolci, manioca, tonno (ce lo fanno vedere … anche qui sono le scatolette di tonno che inviamo dall’Italia con i containers!!). Comunque le cuoche stanno aggiungendo ai fagioli anche pomodori e insalata, così che i bimbi oltre alle proteine dei legumi e ai carboidrati della polenta possano ricevere anche una dose di vitamine!
La BCK primary school è famosa, anche tra le scuole del circondario, per accogliere anche ragazzi di altri Paesi: Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, ma soprattutto Sudan. In ogni classe ci sono almeno 7-8 ragazzi sudanesi. Li riconosci perchè sono altissimi e la loro pelle è scurissima! Il preside, con commozione e orgoglio, ci racconta che, quando arrivavano come profughi, erano bambini distrutti. Avevano vissuto anni di guerra, visto violentare le proprie madri o uccidere i propri padri sotto i loro occhi, quando non erano stati costretti loro stessi a uccidere qualcuno per salvarsi la vita. Il recupero è lento, ci vogliono mesi di affiancamento, incontri, lunghi discorsi insieme a loro, si tratta di conquistare la loro fiducia e di fargli riconquistare pian piano la fiducia negli altri esseri umani. Cosa non facile, considerando anche che molti ugandesi tendono a discriminarli: pensano che persone con la pelle così scura non possano avere un cuore limpido. Purtroppo il razzismo è una brutta bestia, che cresce ovunque!
Torniamo per il pranzo e subito dopo inizia a piovere: grossi goccioloni cadono dal cielo uno dopo l’altro, penetrando nella terra riarsa. La gente non aspetta altro, qui è un bene quando piove, qui è ancora evidente come l’acqua sia vita.
Smette di piovere intorno alle 17 (intanto ci facciamo una lunga chiacchierata in sala … e io ne approfitto per andare con Ronald a pagare il lodge per la notte che passeremo al parco). Chiediamo a Jilda e alle altre ragazze del sostegno a distanza se gli va di accompagnarci a fare due passi: ci fanno fare il giro della collina … ma dopo chilometri di passeggiata raggiungiamo un locale molto carino sulla strada principale, dove ci rilassiamo bevendo una birra. Per 15 persone, paghiamo quanto per un cocktail in un locale simile in Italia.
Ritorno in missione, rosario, cena, poi partita a scopa: nonostante la mia congenita incapacità, gioco in coppia con Ettore e ne usciamo vincitori.
A nanna abbastanza presto … le ragazze del sostegno a distanza ci aspettano domattina per le otto e mezza!! Buonanotte.
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