domenica 20 maggio 2012

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Posts Tagged ‘sostegno a distanza’

La festa dei “nostri” laureati

Il gruppo dei neolaureati ... insieme a Padre John e a Fabio

La scorsa settimana vi ho raccontato dell’inaugurazione della nuova casa per gli orfani, che si è tenuta domenica 6 marzo. Quello che invece non vi ho detto è che nello stesso giorno abbiamo anche festeggiato la laurea di 78 “nostri” ragazzi e ragazze. Molti di loro, orfani o di famiglie poverissime, hanno potuto frequentare la scuola soltanto grazie al sostegno a distanza e hanno studiato all’università con borse di studio della Associazione Italia Uganda.
Si è scelto di celebrare i due eventi nello stesso giorno perché l’uno non sarebbe stato possibile senza l’altro: molti dei ragazzi che si sono laureati in questi anni, infatti, hanno vissuto proprio nel vecchio ostello per gli orfani (“Kabul”, per intenderci), che, per tutto il periodo scolastico, è stato la loro casa ed il loro rifugio sicuro.

Ecco Ronald, il nuovo Direttore dell'Emmaus Foundation

A festeggiarli, sotto il tendone della BCK, c’erano più di 4.000 persone. Questa colorata folla ha seguito attenta e silenziosa i discorsi pronunciati da ciascuno dei neo-laureati, per poi partecipare attivamente ai balli ed alle musiche corali … e infine banchettare nell’area allestita apposta per l’occasione! E per fortuna che i cuochi della BCK sono abituati a cucinare per più di 2.000 ragazzi al giorno … hanno “soltanto” dovuto lavorare il doppio per dare da mangiare a tutti … dolce a forma di libro compreso!!

Alcuni dei ragazzi che domenica hanno festeggiato la propria laurea hanno deciso di rimanere presso la missione di Padre John: penso a Jilda, che si è laureata in psicologia ed è diventata una collaboratrice insostituibile nell’ambito del sostegno a distanza, oppure a Ronald, che vedete sorridente nella foto, che ha iniziato ad aiutarci come assistente per i progetti e adesso è addirittura il direttore dell’Emmaus Foundation … praticamente il braccio destro di Padre John! E’ con grande orgoglio che raccontano di quanto siano felici di poter aiutare, in prima persona, altri bambini e ragazzi a realizzare il loro stesso sogno: quello di studiare e di costruirsi un futuro.

I bambini della scuola elementare alla festa di laurea

A festeggiare i “nostri” 78 ragazzi c’erano anche i “piccoli”, cioè tutti quei bambini della missione di Padre John che oggi vanno a scuola grazie al sostegno a distanza. La nostra più grande speranza è quella di poter continuare ad aiutarli, e magari di poter aiutare anche tanti altri bambini bisognosi che ancora non possono studiare, arrivando a vedere tutti loro, tra una decina di anni, orgogliosi e felici sul palco della BCK a celebrare la loro laurea circondati dall’affetto di migliaia di amici.

La cucina nuova

In fila per il pranzo...

Da metà gennaio i ragazzi della nostra scuola superiore, la Bishop Cipriano Kihangire, hanno una nuova cucina: ha sostituito quella vecchia, molto fatiscente e progettata soltanto per 300 pasti al giorno…quando gli studenti di questa sezione oggi sono più di 1.000!

Mi sono piaciuti così tanto i sorrisi di questi ragazzi in fila per il pranzo, che ho scelto queste immagini di getto! Che bello vederli così felici per un momento che per noi di solito è scontato.

Poi ci ho riflettuto un attimo: questi studenti frequentano la sezione “Day” della scuola, ovvero non dormono in collegio, ma ogni sera tornano a casa. Molti di loro provengono da famiglie povere che vivono nel quartiere e non possono permettersi la retta del collegio, altri sono sostenuti a distanza da noi, perchè senza alcun aiuto non avrebbero mai potuto iscriversi a scuola.

... e poi la frutta!

Tutti questi ragazzi, prima di iniziare la scuola spesso non mangiavano per giorni: credo non sia immaginabile, per noi, l’idea di andare a letto senza aver mangiato nulla dalla mattina alla sera, costringersi ad addormentarsi con i crampi allo stomaco. Per loro questa era la norma.

Questo significa anche che sanno benissimo che quel piatto di polenta e fagioli (quando possiamo anche riso, carne e pesce…ma sempre più di rado, visto l’aumento vertiginoso dei prezzi di questi cibi!) non è non è scontato, non è dovuto: per questo il loro sorriso è così bello e autentico, mentre attendono, in fila, il loro turno.

Ripenserò a tutto questo, sedendomi oggi a tavola.


Il giorno delle pagelle

Voti a confronto

Due bambine che confrontano con curiosità i loro voti, un’altra che consegna al padre la pagella e rimane ansiosa in attesa: “Avrò fatto bene?”, “Sarò rimproverata per l’insufficienza in matematica?”, “Perché non ho studiato di più?”.

Una situazione tipica, che si ripete quasi identica in milioni di famiglie, anche in Italia. In queste foto però siamo in Uganda, il padre è Padre John e i ragazzi e le ragazze che gli portano le pagelle da vedere sono i suoi ma un po’ anche i nostri figli, perché è solo grazie al sostegno a distanza che possono andare a scuola.

Tre volte all’anno, a fine quadrimestre, nella missione di Padre John arrivano centinaia di studenti con la loro pagella, quasi sempre in gruppo, indossando ancora la divisa scolastica, e in cortile si formano tante “isole” multicolori. Padre John vuole sapere i voti di tutti: per ogni ragazzo ha un commento, un’osservazione, un consiglio, una strigliata.

La cosa che ogni volta mi stupisce e mi affascina è che li conosce a uno a uno, si ricorda chi sono i loro genitori (se li hanno ancora), dove vivono, qual è la loro storia. Ma forse non bisognerebbe sorprendersi così tanto: in fondo non è normale che un padre conosca i nomi di tutti i suoi figli, i loro caratteri, i loro sogni?

Per Padre John i figli non sono due o tre, ma circa un migliaio: l’affetto che però riesce a dare a ciascuno di loro è il medesimo, e tutti questi bambini e ragazzi, che gli portano felici e timorosi le loro pagelle, sono i primi a rendersene conto.

Il momento del "giudizio"

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