martedì 07 febbraio 2012

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Posts Tagged ‘università’

La festa dei “nostri” laureati

Il gruppo dei neolaureati ... insieme a Padre John e a Fabio

La scorsa settimana vi ho raccontato dell’inaugurazione della nuova casa per gli orfani, che si è tenuta domenica 6 marzo. Quello che invece non vi ho detto è che nello stesso giorno abbiamo anche festeggiato la laurea di 78 “nostri” ragazzi e ragazze. Molti di loro, orfani o di famiglie poverissime, hanno potuto frequentare la scuola soltanto grazie al sostegno a distanza e hanno studiato all’università con borse di studio della Associazione Italia Uganda.
Si è scelto di celebrare i due eventi nello stesso giorno perché l’uno non sarebbe stato possibile senza l’altro: molti dei ragazzi che si sono laureati in questi anni, infatti, hanno vissuto proprio nel vecchio ostello per gli orfani (“Kabul”, per intenderci), che, per tutto il periodo scolastico, è stato la loro casa ed il loro rifugio sicuro.

Ecco Ronald, il nuovo Direttore dell'Emmaus Foundation

A festeggiarli, sotto il tendone della BCK, c’erano più di 4.000 persone. Questa colorata folla ha seguito attenta e silenziosa i discorsi pronunciati da ciascuno dei neo-laureati, per poi partecipare attivamente ai balli ed alle musiche corali … e infine banchettare nell’area allestita apposta per l’occasione! E per fortuna che i cuochi della BCK sono abituati a cucinare per più di 2.000 ragazzi al giorno … hanno “soltanto” dovuto lavorare il doppio per dare da mangiare a tutti … dolce a forma di libro compreso!!

Alcuni dei ragazzi che domenica hanno festeggiato la propria laurea hanno deciso di rimanere presso la missione di Padre John: penso a Jilda, che si è laureata in psicologia ed è diventata una collaboratrice insostituibile nell’ambito del sostegno a distanza, oppure a Ronald, che vedete sorridente nella foto, che ha iniziato ad aiutarci come assistente per i progetti e adesso è addirittura il direttore dell’Emmaus Foundation … praticamente il braccio destro di Padre John! E’ con grande orgoglio che raccontano di quanto siano felici di poter aiutare, in prima persona, altri bambini e ragazzi a realizzare il loro stesso sogno: quello di studiare e di costruirsi un futuro.

I bambini della scuola elementare alla festa di laurea

A festeggiare i “nostri” 78 ragazzi c’erano anche i “piccoli”, cioè tutti quei bambini della missione di Padre John che oggi vanno a scuola grazie al sostegno a distanza. La nostra più grande speranza è quella di poter continuare ad aiutarli, e magari di poter aiutare anche tanti altri bambini bisognosi che ancora non possono studiare, arrivando a vedere tutti loro, tra una decina di anni, orgogliosi e felici sul palco della BCK a celebrare la loro laurea circondati dall’affetto di migliaia di amici.

Why not? – Il peso delle scelte

E’ sempre una questione di scelte.

Ogni istante si sceglie, con onori e oneri conseguenti.

Ma ci sono momenti in cui le scelte pesano di più che in altri, in particolare quando queste si ripercuoteranno sul futuro di ragazzi che fino a qualche anno fa neanche pensavano di averlo.

E’ un pomeriggio che sa di autunno questo e nell’ufficio di Padre John, leggiamo e rileggiamo la “lista” dei ragazzi che ogni giorno nel cortile della missione aspettano di ricevere la buona notizia della possibilità per loro di poter andare all’università.

Ci sperano ogni giorno. E anche quando sembrano aver toccato il fondo dell’incertezza, riaccendono la speranza venendo a casa o chiamando…a qualsiasi ora!

Leggiamo e rileggiamo la “lista”.

Leggiamo e rileggiamo la “lista”, cercando di prendere tempo, di fermarlo, nella speranza che qualcosa accada.

Come si fa a scegliere?

Chi può permettersi di decidere se un ragazzo merita di più di un altro?

Ci diciamo che deve essere la meritocrazia ad avere la meglio.

Ma può un punto in più o in meno preso all’ultimo anno essere l’elemento discriminante per fermare la corsa di chi ha l’energia, il desiderio e la determinazione per farcela?

Io sono convinta di no. Sono convinta che tutti questi ragazzi debbano andare all’università perché hanno fatto tanto per arrivare a questa nuova partenza. Hanno studiato, hanno fatto sacrifici.

Ho ascoltato le storie di chi è passato attraverso gli orrori della guerra, storie che non saprei neanche raccontare.

Loro hanno avuto il coraggio di lasciarsi il passato alle spalle e di darsi una speranza.

Ora tocca a noi avere coraggio.

Ora tocca a noi scegliere.

Ragazzi in attesa

Ragazze che sperano...più di altre....

Padre John nella sala d'attesa con Lucy e i ragazzi

“Ho rifatto tutti i calcoli;

confermano l’opinione degli specialisti.

La nostra idea è irrealizzabile.

Non resta una cosa da fare: realizzarla”.

Pierre Latecoere

serena

E’ sempre una questione di scelte.

Ogni istante si sceglie, con onori e oneri conseguenti.

Ma ci sono momenti in cui le scelte pesano più che in altri, in particolare quando queste si ripercuoteranno sul futuro di ragazzi che fino a qualche anno fa neanche pensavo di averlo.

E’ una domenica pomeriggio che sa di autunno questa e nell’ufficio di Padre John, leggiamo e rileggiamo la “lista” dei ragazzi che ogni giorno fuori dall’ufficio aspettano di ricevere la buona notizia della possibilità per loro di poter andare all’università.

Ci sperano ogni giorno. E anche quando sembrano aver toccato il fondo dell’incertezza, riaccendono la speranza venendo a casa o chiamando…a qualsiasi ora!

Leggiamo e rileggiamo la “lista”.

Leggiamo e rileggiamo la “lista”, prendendo tempo, fermandolo, nella speranza che qualcosa accada.

Come si fa a scegliere?

Chi può permettersi di decidere se un ragazzo merita di più di un altro?

Ci diciamo che deve essere la meritocrazia ad avere la meglio.

Ma può un punto in più o in meno preso all’ultimo anno essere l’elemento discriminante per fermare la corsa di chi ha l’energia, il desiderio e la determinazione per farcela?

Io sono convinta di no. Sono convinta che tutti questi ragazzi debbano andare all’università perché hanno fatto tanto per arrivare a questa nuova partenza. Hanno studiato, hanno fatto sacrifici.

Ho ascoltato le storie di chi è passato attraverso gli orrori della guerra, storie che non saprei neanche raccontare.

Loro hanno avuto il coraggio di lasciarsi il passato alle spalle e di darsi una speranza.

Ora tocca a noi avere coraggio.

Ora tocca a noi scegliere.

serena

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