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UgandAbout – dicembre 2009
Last Updated on lunedì, 4 gennaio 2010 02:21 Written by Simona Meneghelli lunedì, 4 gennaio 2010 02:21
Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nel dicembre 2009.
TRATTATO CONTRO MINE: AFRICA PROTAGONISTA, IL NORD DEL MONDO SI DEFILA
3 dicembre 2009
RIBELLI E MILITARI UGANDESI METTONO A RISCHIO RACCOLTI
3 dicembre 2009
MORBILLO, DRASTICO CALO DELLA MORTALITÀ INFANTILE
9 dicembre 2009
PIÙ VACCINAZIONI PER CONTRASTARE DIFFUSIONE POLIOMIELITE
14 dicembre 2009
WOMEN ACTIVISTS DISSATISFIED WITH DOMESTIC VIOLENCE LAW
14 december 2009
‘CUCINE SICURE’ PER PROTEGGERE DONNE E AMBIENTE
16 dicembre 2009
ELEZIONI: PARTITO DI GOVERNO SCEGLIE MUSEVENI PER SUCCEDERE A SE STESSO
30 dicembre 2009
VERSO ELEZIONI, VESCOVI CRISTIANI INVITANO A RESPONSABILITÀ E CORRETTEZZA
30 dicembre 2009
TELEFONI CELLULARI PER TUTTI, MA INTERNET È ANCORA PER POCHI
30 dicembre 2009
TRATTATO CONTRO MINE: AFRICA PROTAGONISTA, IL NORD DEL MONDO SI DEFILA
3 dicembre 2009
“Mentre l’Italia e altri paesi del Nord del mondo continuano a dimezzare i fondi per la bonifica di terreni minati e per il recupero delle vittime da mina, il Sud del mondo è sempre più protagonista per risolvere un problema che lo riguarda direttamente nonostante la maggior parte delle mine in circolazione sia stato prodotto altrove”: alla MISNA, che lo raggiunge a Cartagena, il direttore della Campagna italiana contro le mine, Giuseppe Schiavello, sottolinea la presenza massiccia di rappresentanti della società civile internazionale alla II Conferenza di revisione del Trattato di Ottawa, ma anche il progressivo arretramento del Nord del mondo di fronte a un problema che ha contribuito a creare.
L’Africa, in particolare, è arrivata all’appuntamento colombiano con alcuni successi già acquisiti e alcuni annunci importanti: dopo aver dichiarato “liberi da mine” Swaziland (2007), Malawi (2008) e Tunisia (2009), la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine (Icbl) ritiene che anche Rwanda, Zambia e Gibuti abbiano completato o siano vicine a risolvere la questione mine entro le scadenze fissate dal Trattato di Ottawa (Gibuti ha virtualmente completato la bonifica, ma la questione è collegata a dispute frontaliere con l’Eritrea) mentre, cambiando continente, l’Albania si è aggiunta agli 11 paesi già dichiarati ufficialmente liberi dalle mine.
Secondo l’ultimo ‘Landmine monitor report’ – il documento che su base annuale fa il punto della situazione – significativi progressi nella bonifica di territori minati sono stati compiuti anche in paesi che non hanno firmato il Trattato, in particolare Cina, Iran, Libano, Marocco, Nepal, Taiwan e Sri Lanka. A Cartagena non sono mancati alcuni campanelli d’allarme: dopo i 15 paesi che nel 2008 chiesero una proroga per completare la bonifica dei territori minati, quest’anno la stessa richiesta è stata fatta da Argentina, Cambogia, Tagikistan e Uganda.
“Alcune richieste sono ovviamente giustificate – dice alla MISNA Schiavello – e in alcuni casi la responsabilità è condivisa da paesi ricchi venuti meno agli impegni presi per sostenere le attività sul campo per la bonifica dei campi minati e per il recupero delle vittime”. Positiva eccezione rispetto a questa tendenza è stata l’inedita presenza a Cartagena di una delegazione degli Stati Uniti (paese non firmatario).
In una nota, la delegazione di Washington ha informato i partecipanti che l’amministrazione Obama ha cominciato una generale revisione della politica americana sulle mine anti-persona; oltre agli Stati Uniti non hanno ancora aderito al Trattato grandi paesi come Cina, Russia, Pakistan e India.
fonte www.misna.org
RIBELLI E MILITARI UGANDESI METTONO A RISCHIO RACCOLTI
3 dicembre 2009
Sta ostacolando le attività agricole, con conseguenze dirette sulle condizioni di vita della popolazione, il clima d’insicurezza generato dalla presenza di ribelli del movimento ugandese Esercito di Resistenza del Signore (Lra) e dagli scontri tra questi ultimi e i militari ugandesi, inviati nella Repubblica centrafricana per sconfiggerli.
Lo si apprende da fonti del Programma alimentare mondiale (Pam/Wfp) che nella città meridionale di Zemio, circa mille chilometri a est di Bangui, fornisce assistenza più o meno a 2000 sfollati.
Secondo alcune testimonianze, i contadini locali non coltivano i campi per paura di essere vittime dei ribelli o di trovarsi coinvolti negli scontri. Lasciata l’Uganda al termine di un difficile processo di pace che non ha mai portato alla firma di un accordo, i ribelli dell’Lra si sono divisi in vari gruppi che effettuano incursioni e saccheggi nel nord della Repubblica democratica del Congo, nel sud della Repubblica centrafricana e nel Sudan meridionale.
Voci non confermate indicano che il capo dell’Lra, Joseph Kony, si trovi nella Repubblica centrafricana.
fonte www.misna.org
MORBILLO, DRASTICO CALO DELLA MORTALITÀ INFANTILE
9 dicembre 2009
Una diminuzione del 78% dei decessi dovuti al morbillo: è il risultato di otto anni (2000-2008) di campagne di vaccinazioni e sforzi nella lotta alla malattia infantile, comunicato da diverse organizzazioni internazionali quali l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e il Fondo dell’Onu per l’infanzia (Unicef).
“Tutte le regioni coinvolte tranne una, il sudest asiatico, ha raggiunto con due anni di anticipo l’obiettivo di far scendere la mortalità del 90% entro il 2010” si legge in una nota congiunta. Sono previste per l’anno prossimo campagne di vaccinazione nazionali in alcuni dei paesi più popolosi, come Cina, Indonesia, Pakistan, Bangladesh, Vietnam Nigeria ed Etiopia. I risultati meno entusiasmanti provengono da India, Indonesia e Bangladesh, dove la mortalità è diminuita soltanto del 46% nel periodo preso in esame.
“Per eliminare i rischi di ricaduta, i paesi devono continuare campagne di vaccinazione di monitoraggio ogni due anni, finché il loro sistema sanitario non sarà in grado di fornire due dosi a ogni bambino e di curare la malattia” scrivono ancora gli esperti, ricordando anche che la cosiddetta ‘iniziativa contro il morbillo’ – il programma promosso dalle organizzazioni internazionali – è confrontata a un finanziario di circa 40 milioni di euro.
Il morbillo è una delle malattie più contagiose e una delle più letali per i bambini.
fonte www.misna.org
PIÙ VACCINAZIONI PER CONTRASTARE DIFFUSIONE POLIOMIELITE
14 dicembre 2009
Insufficienti campagne di vaccinazione hanno causato un passo indietro nella lotta alla poliomielite portando da 13 a 19 il numero dei paesi africani colpiti nel 2009 da questa malattia che si trasmette per via orale e che, nei casi più gravi, può provocare paralisi irreversibili.
Lo hanno sottolineato i 150 delegati di vari paesi africani da oggi riuniti ad Harare per una conferenza sulle vaccinazioni infantili in Africa promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Nella capitale dello Zimbabwe, i delegati hanno espresso preoccupazione per la ricomparsa della malattia in paesi in cui era stata sconfitta, citando in particolare i casi di Angola, Ciad, Repubblica democratica del Congo e Nigeria.
“Occorre aumentare gli investimenti dei singoli paesi per la prevenzione – ha detto il direttore regionale dell’Oms in Africa, Louis Gomes Sambo – e occorre un maggior contributo della comunità internazionale in questo senso”. Secondo stime correnti, il 74% dei minori in Africa è vaccinato contro la poliomielite, un tasso ancora inferiore però alle reali esigenze del continente.
fonte www.misna.org
WOMEN ACTIVISTS DISSATISFIED WITH DOMESTIC VIOLENCE LAW
14 december 2009
The new law against gender-based violence will not stop abuse against women if the root causes of mistreatment are not addressed, women rights activists have warned.
Prof. Sylvia Tamale, the dean of the Faculty of Law at Makerere University, said the law does not address structural and institutional issues relating to gender-based violence. “It is merely reactive and is inept to prevent the root causes of domestic violence” she said. Tamale was speaking at the Nora’s Sisters Dialogue on the rights and roles of women at Makerere University on Friday. Presenting a paper on ‘Domestic Violence and Gender Relations in Contemporary Uganda’ Tamale said while the law attempts to create harmony and peace within families, it does not elevate women to top positions in society.
She argued that for any law to address violence against women, it must first deal with the powerful sexist cultural values and patriarchal power relations. “Hot temper or alcohol abuse, for example, may facilitate incidents of domestic violence, but neither of them is by any means the underlying reason for the abuse” Tamale said.
She urged the Government to sensitise the public on the prejudices, stereotypes, biases, misinformation and myths about women in society.
Miria Matembe, a renown women’ rights activist, said the best way for women to advocate for their rights was through negotiation. “I don’t support the idea that gender equality and women empowerment should be attained at the cost of the family” she said.
The Norwegian ambassador, Bjorg Leite, said Uganda had created an enabling environment to fight discrimination against women.
fonte www.allafrica.com – Taddeo Bwambale
‘CUCINE SICURE’ PER PROTEGGERE DONNE E AMBIENTE
16 dicembre 2009
Cucine ecologiche vantaggiose per l’ambiente e per la salute, ma anche utili per la promozione e la difesa delle donne, soprattutto in Africa: è l’iniziativa presentata oggi a Copenhagen che prevede l’introduzione di fornelli a basso consumo energetico in alcune comunità dell’Uganda e del Sudan, nell’ambito di un progetto pilota.
Secondo i promotori dell’iniziativa, tra cui il Programma alimentare mondiale dell’Onu (Pam) “Le cucine a basso impatto ambientale proteggono la natura poiché richiedono un minor consumo di legna. Il loro utilizzo può portare a una riduzione del 50% della legna raccolta nel nord Darfur, combattendo così la deforestazione e limitando l’esposizione delle donne a possibili violenze”. Nei villaggi, sono spesso le donne e le bambine a doversi spostare per raccogliere legna nei campi e nelle foreste, ma anche in zone inaridite dalla siccità, rischiando per strada di essere vittime di abusi o violenze.
“Allo stesso tempo – sottolinea il Pam – il forte consumo di legna è all’origine di una deforestazione che non conosce tregua”. Inoltre, i nuovi fornelli, permettono di ridurre anche le insalubri emissioni di fumo dei tradizionali fuochi all’aperto. “Con queste cucine – ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam – le donne diventano anche loro protagoniste nella battaglia contro il cambiamento climatico e la fame, permettendo anche alle comunità di trovare soluzioni pratiche, immediate e sostenibili”.
fonte www.misna.org
ELEZIONI: PARTITO DI GOVERNO SCEGLIE MUSEVENI PER SUCCEDERE A SE STESSO
30 dicembre 2009
Il Comitato centrale del partito di governo ugandese, Movimento nazionale di resistenza (Nrm), ha confermato il presidente in carica Yoweri Museveni come proprio candidato alle prossime elezioni politiche previste nel 2011.
Lo ha annunciato il capogruppo del partito in Parlamento, precisando che “all’unanimità” il comitato centrale del Nrm ha indicato che “la leadership del presidente Museveni deve continuare anche dopo il 2011”. La nomina dovrà essere ratificata dal prossimo Congresso del partito, ma sono in pochi ad attendersi sorprese. Museveni, che non ha ancora espresso pubblicamente la volontà di ricandidarsi, è comunque indicato come il grande favorito del prossimo appuntamento elettorale.
Al potere dal 1986, quando prese il controllo del paese mettendo fine agli anni delle dittature di Idi Amin e Milton Obote, il governo Museveni fu duramente contestato nelle scorse elezioni (2005) per aver eliminato il limite di due mandati consecutivi alla presidenza. In vista del prossimo appuntamento con le urne l’opposizione potrebbe però presentarsi in un fronte compatto esprimendo un unico candidato per tutte le formazioni della minoranza.
fonte www.misna.org
VERSO ELEZIONI, VESCOVI CRISTIANI INVITANO A RESPONSABILITÀ E CORRETTEZZA
30 dicembre 2009
In preparazione delle elezioni generali del 2011 i capi religiosi cristiani hanno diffuso una lunga lettera pastorale con una serie di raccomandazioni affinché le consultazioni popolari si svolgano in modo libero, corretto e credibile. Il documento, elaborato dal Consiglio Cristiano Unito d’Uganda, che riunisce le Chiese cattolica, anglicana e ortodossa, vuole evidenziare semplicemente ciò che già è stabilito dalla Costituzione, hanno precisato i firmatari. In più, i vescovi ugandesi sollecitano tutti gli aventi diritti al voto a iscriversi nelle liste degli elettori e a partecipare alle elezioni come “atto di patriottismo”, dando la propria preferenza in modo responsabile senza seguire il cosiddetto ‘voto di scambio’ una pratica “pericolosa” per il paese.
“Non vogliamo vedere ripetersi irregolarità come la privazione del diritto di esercizio del voto, non adempimento ai dettami costituzionali, anomalie nella registrazione dei votanti e scarso controllo” ha detto l’arcivescovo ortodosso Jonah Lwanga che presiede il Consiglio.
I presuli sollecitano il governo a finanziare adeguatamente la Commissione elettorale e ad approvare le riforma elettorali entro il prossimo febbraio, così che ci sia il tempo adeguato per informare ed educare i votanti sulle nuove regole; chiedono inoltre che le carte d’identità siano rilasciate a tutti gli aventi diritto molto prima dell’avvio delle registrazioni elettorali in modo da garantire che partecipino solo i cittadini ugandesi.
Dopo le elezioni del 2006, l’opposizione consegnò diverse denunce di presunte malversazioni alla Corte Suprema la quale ammise l’esistenza di irregolarità ma non tali e tante da giustificare l’annullamento del voto. Pur condividendo l’opinione sulla necessità di contrastare le irregolarità e l’estorsione di voti con la violenza o la corruzione, i vescovi hanno chiesto ai partiti di opposizione di non boicottare le attività della commissione elettorale che criticano per inefficienza e parzialità.
La lettera pastorale di 16 pagine, intitolata “Verso libere e corrette elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative nel 2011” è stata firmata dall’arcivescovo della Chiesa d’Uganda Henry Luke Orombi, dall’arcivescovo ortodosso Jonah Lwanga e dall’arcivescovo cattolico Cyprian Kizito Lwanga.
fonte www.misna.org
TELEFONI CELLULARI PER TUTTI, MA INTERNET È ANCORA PER POCHI
30 dicembre 2009
I contratti di telefonia cellulare in Africa hanno superato tutte le previsioni arrivando a 246 milioni di cellulari alla fine del 2008, con una diffusione che dal 2003 è passata dal 5% a oltre 30%, ed è in costante aumento.
Nell’ultimo rapporto della International Telecommunication union (Itu), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alle telecomunicazioni nel mondo, l’Africa resta il continente con il più alto tasso di crescita nella diffusione dei cellulari, e si conferma anche qui la tendenza mondiale che vede la telefonia mobile soppiantare quella via cavo.
Ma se i ‘telefonini’ sono in rapida diffusione, secondo le statistiche dell’Itu, diffuse in questi giorni da Johannesburg, altrettanto non si può dire di Internet. Attualmente meno del 5% degli africani ha accesso alla rete e la ‘banda larga’ per la telefonia è quasi inesistente.
Secondo gli esperti dell’Itu, a frenare la diffusione di internet, e di tutti i vantaggi che se ne possono ricavare, sarebbero la mancanza di una vera liberalizzazione del mercato e una limitata disponibilità di infrastrutture, come la mancanza di reti cablate e scarso accesso alla banda larga.
Di conseguenza non solo la diffusione di Internet è limitata ma il servizio è anche molto costoso. In alcuni paesi la connessione mensile costa più di uno stipendio medio.
fonte www.misna.org
Cambio valuta: in data 05/01/2010 1 dollaro USA è pari a 1920 scellini ugandesi, 1 Euro è pari a 2768,1661 scellini ugandesi
UgandAbout è un servizio dell’Associazione Italia Uganda Onlus a cura di Simona Meneghelli
Tag:Africa, cucine ecologiche, elezioni, Joseph Kony, Lord's Resistance Army, mine, morbillo, Museveni, poliomielite, siccità, telefonia cellulare, Uganda, vaccinazioni | Posted under UgandAbout | Commenti disabilitati
UgandAbout – gennaio 2009
Last Updated on martedì, 5 maggio 2009 03:26 Written by Simona Meneghelli martedì, 5 maggio 2009 03:26
Eccovi alcune notizie sull’Uganda e sull’Africa recuperate da internet nel gennaio 2009:
SCHOOLS HIKE FEES FOR 2009 ACADEMIC YEAR TUESDAY
27 january 2009
MENINGITE, VACCINAZIONI DI MASSA PER BLOCCARE EPIDEMIA
23 gennaio 2009
LA CORTE SUPREMA RESPINGE UN APPELLO PER L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE
21 gennaio 2009
UN’AUTO ECOLOGICA TARGATA MAKERERE
20 gennaio 2009
MAKERERE UNIVERSITY TO PHASE OUT FACULTIES
19 january 2009
UGANDA, INTERNET USERS GROW
19 january 2009
IL MOVIMENTO RIBELLE DI JOSPEH KONY CHIEDE UN CESSATE IL FUOCO
12 gennaio 2009
PROGRESSI NELL’ISTRUZIONE MA ANCORA 160 MILIONI DI ANALFABETI
9 gennaio 2009
RIBELLI UGANDESI ACCUSATI DI ATTACCHI A VILLAGGI NEL SUD
8 gennaio 2009
KONY REBELS RAPE 80 CONGOLESE WOMEN
7 january 2009
SCHOOLS HIKE FEES FOR 2009 ACADEMIC YEAR TUESDAY
27 january 2009
A number of secondary schools, particularly those with the boarding sections, have increased school fees for the new academic year which opens on Monday. According to a survey carried out by The New Vision, some government and private secondary schools raised their fees by about sh50,000.
The head teachers said the adjustment was due to increasing food prices and other services.
Even those that have not yet increased have applied to the ministry of education to allow them increase fees. These include Kibibi SS, Gombe SS, St. Mary’s College Kisubi, Ntare School, Ndejje SS, Bweranyangi Girls, Trinity College Nabingo, Nyakasura School, Makerere college, Wanyange Girls, Maryhill, St. Peter’s Nsambya and Our Lady Gayaza High school.
Other schools that have applied to increase fees are Kawempe Muslim, Iganga SS, Teso College Aloet, Mengo SS and Lubiri SS. Nabisunsa Girls increased fees at the beginning of the third term in 2008. Mt. St. Mary’s Namagunga, Gayaza High School and St Henry’s College Kitovu have not yet decided to increase fees although officials there said the “schools are struggling to cope“.
Several head teachers said the ministry had delayed to respond to their requests to raise the money.
“We put in our proposal but there was no response. We are waiting for our annual general meeting in March to take a decision” said Brother Edward Bukenya, the head teacher of St. Mary’s College Kisubi.
The head teacher of Kibuli SS, Ibrahim Matovu, said: “The ministry has allowed us to increase by sh50,000 effective this year”.
Kyambogo College has increased by sh20,000, said Anne Lubanga, the head teacher. The head teacher of Kings College Budo yesterday said: “We did not increase our fees this year because we increased in 2007″.
Many head teachers’ declined to discuss the issue, saying it was the decision of the board of governors. Others were not keen to divulge the amount by which they had increased.
The acting permanent secretary in the education ministry, Dr. John Mbabazi, yesterday said the ministry had allowed some schools to increase their fees. “In cases where there was a genuine reason, we allowed the school to increase. Those who are complaining have not received a favourable response which would allow them to increase” he stated.
Mbabazi said the ministry has been handling the issue of school fees on a “case by case basis”. The policy requires head teachers to seek approval from the permanent secretary before they can increase fees.
The head teachers who have not increased fees complained that the money available could only feed the students. “The school can no longer carry out any development projects such as construction. The fees paid can only pay salaries, feed the students and run the school. We cannot afford to build even a small classroom” said Hajji Mubiru of Kibibi SS.
The head teacher of Greenhill Academy, Veronica Maraka, said: “We are waiting for a board meeting to decide whether or not to increase fees”.
Over the last year, schools were forced to increase fees following the recent increase in food prices.
fonte www.newvision.co.ug – By Fortunate Ahimbisibwe and Raymond Baguma
MENINGITE, VACCINAZIONI DI MASSA PER BLOCCARE EPIDEMIA
23 gennaio 2009
Una massiccia operazione di vaccinazione contro la meningite è stata annunciata dal ministero della Sanità di Kampala nei distretti di Arua, Hoima e Masindi (nel nord-ovest del paese) dove è in corso una virulenta epidemia di meningite che, secondo gli ultimi dati, ha ucciso almeno 35 persone, contagiandone circa 200. Secondo le informazioni diffuse dal ministero la zona più colpita risulta essere quella di Arua, con 150 casi e 18 decessi, seguita dal distretto di Hoima (47 casi e 13 decessi) e quella di Masindi, con 14 casi e 4 morti.
In una nota diffusa nei giorni scorsi, l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha confermato le preoccupazioni per l’epidemia in corso, precisando che in almeno un caso (il distretto di Hoima) è stato superato il livello di allarme di cinque casi ogni 1000 abitanti e ha lanciato l’allarme anche sulla regione della Karamoja, dove la diffusione della malattia potrebbe essere favorita dall’attuale stagione secca. La vaccinazione di massa nei tre distretti dovrebbe iniziare in settimana, ma ancora non è stata fissata una data certa.
L’Uganda si trova nella cosiddetta ‘cintura della meningite’, la regione sub-sahariana che si estende dal Senegal all’Etiopia abitata da 300 milioni di persone dove tra dicembre e giugno, durante la stagione secca, si presentano virulente epidemie di questa infezione delle membrane cerebrali.
fonte www.misna.org
LA CORTE SUPREMA RESPINGE UN APPELLO PER L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE
21 gennaio 2009
La Corte Suprema ugandese ha respinto oggi un appello per l’abolizione della pena di morte, firmato da oltre quattrocento condannati e supportato da diverse organizzazioni per la difesa dei diritti umani.
Il codice penale dell’Uganda prevede la pena capitale per quindici reati. Il 10 giugno 2005 la Corte Suprema aveva ritenuto incostituzionale l’applicazione della pena di morte per alcuni di questi reati, ordinando quindi al Parlamento di emendare la legislazione in vigore.
L’aspetto innovativo contenuto in quest’ultima sentenza della Corte è che i condannati non possono rimanere in attesa dell’esecuzione della pena capitale per più di 3 anni. Grazie a questa norma si avranno perciò molte amnistie.
Molti dei condannati che hanno presentato la petizione sono in prigione da oltre un decennio e, alcuni di loro, sono reclusi addirittura dagli anni Settanta. Per loro, la condanna a morte è stata quindi commutata nella pena del carcere a vita.
La Corte ha motivato la decisione di non abolire la pena di morte basandosi sul fatto che, nonostante non si eseguano pene capitali dal 1999 (quando sono state impiccate 28 persone in un solo giorno), comunque l’esistenza di tale pena ha agito da deterrente nel commettere atti criminali.
Il 18 dicembre 2008, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’Uganda aveva votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali.
fonte www.peacereporter.it
UN’AUTO ECOLOGICA TARGATA MAKERERE
20 gennaio 2009
Sei studenti d’ingegneria ugandesi dell’Università di Makerere (Kampala) hanno tenuto alto l’orgoglio scientifico dell’Africa partecipando alla realizzazione di un prototipo di automobile ecologica, capace di percorrere 80 chilometri con un litro di carburante, in un incontro che nelle scorse settimane ha riunito presso il Politecnico di Torino una cinquantina di giovani universitari in materie tecniche da 21 prestigiosi atenei del mondo, tra cui il Massachusetts Institute of tecnology (Mit) di Boston, le università di Harvard e Princeton ma anche l’ateneo indiano Delhi College.
“A causa del colore della nostra pelle abbiamo avuto qualche problema a farci prendere sul serio, ma dopo due settimane ci hanno messo a lavorare sulle parti più importanti del prototipo” ha detto al quotidiano ugandese ‘New Vision’ Steven Ntambi, uno dei sei studenti, su un totale di 11 inizialmente scelti, che hanno avuto la possibilità di recarsi a Torino, dove sono stati poi ospiti dell’amministrazione locale.
“Abbiamo avuto qualche problema a presentarci, la maggior parte degli scienziati non aveva sentito parlare dell’università di Makerere, e dovevamo spiegare che si trova in Uganda” ha continuato Ntambi riferendosi alla sua facoltà di ingegneria, in realtà in una delle università più importanti del continente, e l’unica tra le africane ad essere stata scelta per il progetto sostenuto dal Vehicle Design Summit un consorzio internazionale guidato dal Mit con finanziamenti del settore privato per trovare soluzioni ingegneristiche a problemi di rilevanza globale.
Il prototipo dell’auto realizzato in dieci settimane presso il Politecnico di Torino ha la caratteristica di essere un sistema ibrido che unisce il basso consumo di carburante con un sistema di propulsione elettrico, agganciato alla batteria del mezzo, e che si prevede sarà presentato ufficialmente nel 2010.
La stampa ugandese riferisce che i sei studenti africani hanno impressionato molto positivamente i docenti della prestigiosa università tecnica torinese che hanno offerto loro di restare, ma sono stati convinti dal proprio professore a rientrare in Uganda per lavorare alla futura creazione di un centro di progettazione automobilistico presso l’Università di Makerere.
fonte www.misna.org
MAKERERE UNIVERSITY TO PHASE OUT FACULTIES
19 january 2009
Makerere University plans to phase out faculties and replace them with constituent colleges which are easier to manage, the Chancellor, Prof. Mondo Kagonyera, said yesterday. Under the college system, Kagonyera said, the university’s faculties will be merged.
“The college system will fundamentally reduce the number of units of the university and make it more nimble and efficient”.
Makerere University administration has persistently been criticised for inefficiency and mismanagement, including the delay to release results and academic transcripts.
Some of the graduands interviewed yesterday complained that their colleagues had not graduated because of missing results. “We were more than 300 students in my class but only about 130 have graduated” said a Bachelor of Science graduand.
Kagonyera said he would discuss with the university management ways to address delayed results, which ultimately delays the students’ graduation. “I have received a lot of complaints about unduly delayed results. Consequently, for no fault of their own, many students will not graduate now. It is imperative that work by both students and staff is streamlined so that every event takes place predictably” Kagonyera said.
Out of the 12,346 students who are graduating, 30 have PhDs, 878 masters and 11,097 bachelors’ degrees. A total of 110 were awarded post-graduate diplomas.
Kagonyera urged the university to issue transcripts on time so that former students do not have to forge transcripts as they hunt for jobs.
About the shift to the college system, vice-chancellor Prof. Livingstone Luboobi said it would help in reviewing the curriculum and consolidating programmes. “The system will also facilitate interdisciplinary teaching, thus offering students a wider choice of subject combination” he said.
The university launched the College of Health Sciences based at Mulago Hospital in December 2007. Currently, Makerere has 10 faculties, six institutes and four schools.
Steven Kasiima, a commissioner in the Uganda Police, was among the PhD graduands. Former Police spokesman Simeo Nsubuga graduated with a masters’ degree in human rights. The overall best student was Emmanuel Ishengoma of Industrial and Fine arts who scored a cumulative average of 4.91 out of 5.0. Innocent Tumugabirwe was the best from sciences with 4.71 in Business Statistics.
fonte www.allafrica.com – Fortunate Ahimbisibwe and Catherine Bekunda
UGANDA, INTERNET USERS GROW
19 january 2009
Uganda has been ranked seventh in terms of people who access the Internet in Africa. Nigeria leads the continent with 10 million people using the Internet, beating South Africa and Egypt. The statistics were released in Hyderabad, India during the Internet Governance Forum Meeting.
Nigeria, Africa’s most populous nation with over 140 million, is followed by Egypt and Morocco with 8.6 and 7.3 million users respectively.
South Africa comes fourth with 5.1 million users followed by Algeria, Kenya, Uganda, Tunisia, Sudan and Zimbabwe, making up the top 10.
Africa has 51,065,630 users and an Internet penetration of 5.3%, which is way below the world average of 21.9%.
The US leads the world chart with 220 million Internet users followed by China (210 million) and Japan (88.1 million).
Brazil has 81 million users, followed by India with 53.1 million.
The UK has 40.2 million users, Germany 39.1 million, Republic of Korea 35.5 million, Italy 32 million and France 31.5 million.
fonte www.allafrica.com – Paul Tentena (Kampala)
IL MOVIMENTO RIBELLE DI JOSPEH KONY CHIEDE UN CESSATE IL FUOCO
12 gennaio 2009
I ribelli ugandesi dell’Esercito della Resistenza del Signore (LRA) hanno lanciato un appello per il cessate il fuoco. L’appello è stato consegnato da David Matsanga, rappresentante dell’LRA, a Joachim Chissano, ex presidente mozambicano e mediatore delle Nazioni Unite attualmente impegnato a cercare una soluzione del conflitto.
Dopo il fallimento dei colloqui di pace, forze provenienti dall’Uganda, dal Sudan meridionale e dalla Repubblica Democratica del Congo, hanno attaccato l’LRA a metà dello scorso dicembre. Dall’inizio delle operazioni, l’LRA è accusato di aver massacrato quasi 400 civili nella zona nord est della repubblica Democratica del Congo, compresa l’uccisione di una quarantina di persone in una chiesa nei pressi di Doruma il giorno dopo Natale. Sono circa vent’anni che diversi paesi, tra i quali l’Uganda e la Repubblica Centrafricana sono colpite dai raid dell’LRA, che però nega di aver mai condotto attacchi nei confronti della popolazione civile.
L’appello consegnato a Chissano è rivolto ai leader di Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Sudan meridionale, al leader dell’Unione africana e al segretario generale delle Nazioni Unite.
Stando al contenuto dell’appello, la tregua sarebbe necessaria a causa dell’impossibilità di battere l’LRA, non perché le operazione delle forze congiunte stiano mettendo in difficoltà il movimento. L’LRA ha inoltre fatto sapere che non firmerà nessun trattato di pace fino a quando la Corte Penale Internazionale non ritirerà il mandato di arresto nei confronti del leader ribelle Joseph Kony.
fonte www.peacereporter.it
PROGRESSI NELL’ISTRUZIONE MA ANCORA 160 MILIONI DI ANALFABETI
9 gennaio 2009
Sono almeno 160 milioni gli adulti analfabeti in Africa, due terzi dei quali donne: lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unesco) Koichiro Matsuura intervenendo alla cerimonia per i festeggiamenti del centenario del King’s College di Lagos (Nigeria), una delle principali istituzioni educative dell’intera Africa occidentale.
Matsuura ha però sottolineato i recenti progressi del continente in materia di istruzione, dove si è registrato un aumento del 42% dell’accesso alle scuole primarie e secondarie, evidenziando comunque come le sfide ancora aperte (a cominciare dall’analfabetismo) debbano essere priorità dalle Nazioni Unite e dai governi del continente, dal momento che rappresentano uno dei principali freni allo sviluppo.
Il segretario dell’Unesco ha poi indicato come altre sfide nel settore dell’istruzione l’ineguaglianza di possibilità fornite alle donne e la necessità di migliorare la qualità dell’insegnamento.
Anche per questo, Matsuura ha chiesto alle grandi compagnie internazionali che negli ultimi anni hanno moltiplicato i loro volumi di affari con i paesi africani di destinare parte dei loro utili al finanziamento dell’educazione in Africa attraverso istituzioni terze.
fonte www.misna.org
RIBELLI UGANDESI ACCUSATI DI ATTACCHI A VILLAGGI NEL SUD
8 gennaio 2009
Sarebbero oltre 50 le persone uccise nelle ultime due settimane nella contea di Maridi, nello stato di Western Equatoria in Sud Sudan, in una serie di attacchi attribuiti ai ribelli ugandesi del LRA.
Lo riferisce la stampa sudanese citando il deputato Bashir Bandi, presidente della Commissione per la cultura e l’informazione del parlamento sud sudanese, il quale ha precisato che un gruppo di ribelli ha attraversato il confine tra Repubblica democratica del Congo e Sud Sudan nei giorni di Natale per fuggire dagli attacchi lanciati dagli eserciti di Congo, Sudan e Uganda nelle roccaforti delle LRA, nel parco della Garamba.
Bandi, rappresentante della Contea di Maridi al parlamento sud sudanese, ha anche aggiunto che almeno una decina di persone sarebbero state rapite dai ribelli e che giungono notizie, ancora non confermate, di altri attacchi e numerose vittime anche da zone vicine alla sua contea.
Le violenze avrebbero provocato inoltre lo sfollamento di alcune migliaia di persone, le prime stime parlano di oltre 7000, e la distruzione di numerosi villaggi.
fonte www.misna.org
KONY REBELS RAPE 80 CONGOLESE WOMEN
7 january 2009
In just two days, reclusive rebel leader Joseph Kony and his fighters raped over 80 Congolese women in the towns of Faradje and Tadu in the Orientale province in the north-eastern Congo.
The United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) team and other UN officials who visited the area on Tuesday said the residents were shocked and traumatised by the brutality of the attacks.
“Those who fled the town and local organisations said more than 80 women were raped during the two-day period” said the UNHCR spokesperson, Ron Redmond, at the press briefing yesterday at the Palais des Nations in Geneva.
The rebels also burnt over 800 houses, three schools, government buildings and health care centres, with most families losing their annual harvest in the fire.
“The northeastern Congolese town of Faradje had been pillaged and destroyed by fire” said Redmond. Faradje, which lies 100km west of the DR Congo’s border with Sudan and Uganda, was attacked on December 25-26, leaving over 70 people dead and displacing nearly 40,000 others. During their visit to Faradje and Tadu, the team said it met local officials, representatives of local non-governmental organisations and displaced civilians.
The UN refugee agency said 225 people, including 160 children, were kidnapped by the rebels as they fled the joint offensive mounted by the Sudan, Congo and Uganda armies. The team estimates that the rebels killed up to 500 Congolese civilians in various attacks in the region since the launch on December 14 of operation lightning thunder led by the Ugandan troops.
Earlier, a catholic charity organisation, Caritas, had estimated that the rebels had killed 400 civilians. According to UN estimates, over 50,000 people have been forced to flee their homes since mid-December, on top of 50,000 others in the region who were displaced by an earlier escalation of clashes between last September and November.
The joint UN team found that most of those displaced by the LRA’s Christmas attack on Faradje and its surroundings were still hiding in the bush. Some of the displaced moved towards Tadu, 37km south of Faradje where more than 1,000 displaced people have been registered, mostly women and children. It found that the population was in dire need of food, shelter, medicine, clothes and other items.
“The area remains highly volatile and insecurity is a key obstacle for access by UNHCR and other aid agencies. The refugee agency is working with the local authorities and others to find ways of managing assistance in these inaccessible areas” said Redmond.
Meanwhile, the UN said it had received a preliminary report of another attack on Monday on the village of Napopo, which claimed up to eight lives and houses were set on fire.
An unknown number of people were reportedly kidnapped. Two days earlier, rebels attacked the village of Nagero, 24km north-west of Faradje, killing at least eight people and displacing some 3,500.
fonte www.allafrica.com – Barbara Among and Henry Mukasa (Kampala)
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Tag:auto ecologica, internet, istruzione, Joseph Kony, meningite, pena di morte, ribelli, school fees, Uganda, university, vaccinazioni | Posted under UgandAbout | Commenti disabilitati
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